Ad ottobre partirà un progetto che offrirà corsi di formazione per istruttori di nuoto a 10 persone che vengono dalle cinque isole
Sembra uno scherzo ma è la realtà: alle Maldive soltanto il 10% degli adolescenti che vivono lì sa nuotare. A dirlo è il Guardian. Dall’indagine portata avanti emerge che questa percentuale riguarda soprattutto le donne e le ragazze.
Una vera stranezza, se si pensa che oltre l’80% delle 1.190 isole di cui è formato questo arcipelago “si trova a solo un metro sopra il livello del mare”.
Le cause di questa inabilità al nuoto sembrano nascere proprio dalla conformazione dell’arcipelago stesso che è ricco di barriere coralline, di tartarughe e di pesci esotici che terrorizzano i ragazzi al punto da allontanarli letteralmente dal mare.
«I miei genitori sono sempre stati preoccupati che potesse succedermi qualcosa. Penso che sia per questo che non mi hanno mandato a nuotare quando ero piccola», dice al quotidiano inglese Abdul Azeez che vive a Malé, la capitale delle Maldive, che solo a 22 anni ha iniziato a prendere lezioni di nuoto.
Sembra che la responsabilità principale di questa incapacità sia la “perdita progressiva di un peculiare stile di vita tradizionale più legato al mare”. Le mamme cucinano meno e non vanno più con i bambini a lavare le pentole al mare, un motivo che favorirebbe una loro presa di confidenza con l’acqua, oppure a un forte atteggiamento “iperprotettivo” dei genitori verso i figli.
Anche gli stereotipi sociali sembrano influenzare: «su alcune isole, le ragazze che nuotano sono considerate maschiacci, e questo non è visto come una cosa positiva – dice Flossy Barraud, la collaboratrice dell’organizzazione benefica per la conservazione della biodiversità – Però se non sai cos’è e cosa c’è nell’Oceano, se non sai cosa sta realmente costituendo le fondamenta della tua intera esistenza alle Maldive, perché dovresti proteggerlo?», si chiede Sabra Ibrahim Noordeen, l’inviato speciale per il cambiamento climatico presso l’Ufficio del Presidente delle Maldive.
Dal prossimo ottobre inizierà un progetto chiamato Ocean Women che offrirà corsi di formazione per istruttori di nuoto a 10 persone provenienti da cinque isole, metà delle quali devono essere donne. “La speranza? È che poi insegneranno ad altri della loro comunità a nuotare”, si legge nella cronaca del quotidiano londinese.
di: Alice GEMMA
FOTO: PIXABAY