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Mo’cycle ha creato un paio di jeans che si gonfiano in pochi secondi per proteggere la parte inferiore del corpo dei motociclisti in un incidente

L’Airbag non è più solo un dispositivo di sicurezza per la macchina, adesso può essere a disposizione anche del motociclista.

È questo il progetto del marchio svedese Mo’cycle che ha progettato un paio di jeans che si gonfiano in pochi secondi in modo tale da proteggere la parte inferiore del corpo dei motociclisti nel caso si verificasse un incidente.

Si chiamano “Airbag Jeans” e possiedono una cartuccia di CO2 sostituibile che rilascia il gas quando il motociclista inizia a cadere dal mezzo. “I jeans sono comodi come qualsiasi altro pantalone e sono realizzati con tessuto idrorepellente, traspirante e resistente all’abrasione”, spiega il brand sul suo sito web. “Il tessuto è estremamente resistente all’abrasione, ma ha l’aspetto e la sensazione di un normale denim. Prima dell’attivazione, l’airbag è completamente invisibile”. 

I pantaloni sono quindi collegati al mezzo da un laccio e appena il guidatore inizia a sbilanciarsi e cadere dalla sella, il laccio si stacca dai jeans, proprio come si stacca una spina da una presa. Lo staccarsi del laccio porta al rilascio di un pistone caricato a molla che perfora la cartuccia di CO2, rilasciando il gas e gonfiando l’airbag. Tutto questo prima che il motociclista tocchi terra.

Sono jeans creati per essere attivi nel momento in cui il pilota perde il controllo del veicolo.

A seguito dell’attivazione dell’airbag, questo si sgonfia ed il sistema è in grado di essere ricaricato con un’altra cartuccia di CO2 e pronto per essere riutilizzato. Proprio perché l’airbag ha bisogno di una forza di circa 40 chilogrammi per essere attivato, non si aprirà a meno che il guidatore non cada dalla moto.

Non è poi necessario che la moto sia dotata di strumenti speciali affinché la cinghia sia fissata. I jeans hanno inoltre imbottiture pesanti nelle ginocchia, questo permette di dare una protezione ancora più elevata alle rotule.

Il prodotto è stato testato a una velocità di circa 70 chilometri all’ora ed il risultato è stata una piccola abrasione del tessuto.

di: Alice GEMMA

FOTO: PIXABAY