Evacuazioni forzate nel Donetsk
Non si placa la guerra in Ucraina, giunta al 433esimo giorno di combattimenti.
Su Telegram il presidente ucraino ha scritto che “il nostro Stato ha già dimostrato di poter vincere. Abbiamo dimostrato che possiamo liberare la nostra terra dall’occupante” e ribadisce che “tutti coloro che assicurano la liberazione hanno dimostrato che, insieme alla bandiera blu e gialla, torna la vita normale per ogni persona e per ogni famiglia. Il nostro obiettivo è restituire questa vita a tutta l’Ucraina, a tutte quelle aree che sono ancora temporaneamente sotto occupazione“.
Il capo dell’ufficio presidenziale ucraino, Andriy Yermak, ha scritto su Telegram: «quando parliamo del danno ambientale che la Russia provoca costantemente a causa degli attacchi all’Ucraina, dobbiamo chiarire ai russi: dovranno pagare per tutto. Per i territori minerari, per avere colpito strutture, nonché per avere ucciso persone e avere rapito bambini. Le generazioni future, che non sono ancora nate, pagheranno e non avranno scelta. Inoltre, queste generazioni avranno un problema serio, perché passeranno alla storia come discendenti di terroristi russi che hanno commesso il genocidio del popolo ucraino. E non sarà possibile nascondersi da questo in nessun paese del mondo».
L’ufficio del procuratore generale ucraino ha reso noto su Telegram che “secondo le informazioni ufficiali dei procuratori minorili, 478 bambini sono morti e più di 960 sono stati feriti a vario livello“.
Kirby: 100mila russi morti in Ucraina. Peskov: numeri inventati
Il portavoce del Consiglio di Sicurezza statunitense, John Kirby, ha dichiarato che negli ultimi cinque mesi sono morti o rimasti feriti 100mila soldati russi. Inoltre secondo Kirby nel Bakhmut “è in fase di stallo”.
Secondo quanto riporta il Kyiv Independent su Twitter nella città dell’oblast di Donetsk, Bakhmut, negli scontri sono stati uccisi due cittadini canadesi.
La Cnn riporta inoltre la notizia della morte di un ex marine statunitense, il 26enne Cooper ‘Harris’ Andrews, ucciso sempre a Bakhmut ma la scorsa settimana. L’emittente ha citato la madre del 26enne che ha spiegato che il corpo del giovane non è stato recuperato.
Secondo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, i numeri riportati dagli States “sono inventati di sana pianta” aggiungendo che “Washington non è in grado di dare alcuna cifra corretta, non hanno tali dati” e, come riporta Ria Novosti, sostiene che “si dovrebbe essere guidati solo dalle cifre che il ministero della Difesa russo pubblica in modo tempestivo“.
Putin inaugura linea tram a Mariupol
Seppur in videocollegamento il presidente russo Vladimir Putin ha inaugurato la nuova rete di tram costruita a Mariupol. Il presidente ha poi aggiunto che la Russia “non risparmierà alcuno sforzo per riportare alla normalità la vita nelle quattro regioni annesse in Ucraina“. Lo riporta la Tass.
Breton: domani discussione sull’aumento della produzione di munizioni in Ue
Il commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton, ha annunciato che domani, 3 maggio, verrà proposto alla riunione settimanale dei commissari dell’Unione il piano per aumentare la capacità di produzione di munizioni “ad almeno un milione all’anno”.
Breton ha aggiunto che spera “che verrà adottato per garantire che saremo in grado di dare all’industria della difesa ciò di cui ha bisogno per rafforzare la produzione di munizioni” e aiutare Kiev“, spiegando che sono stati individuati “11 Paesi con una forte industria della difesa” e “15 aziende” per raggiungere l’obiettivo.
Due morti a Pavlohrad
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto che due persone sono morte e 40 rimaste ferite a causa dell’attacco missilistico su Pavlohrad, nell’oblast di Dnipro.
Il governatore Serhiy Lysak ha spiegato che tra i feriti sono presenti anche cinque bambini.
Evacuazioni nel Donetsk
Iniziata ieri, 1 maggio, prosegue in queste ore l’evacuazione forzata delle famiglie con bambini che si trovano nella regione di Donetsk, come ha spiegato il capo della ragione “tutti i bambini di età inferiore ai 18 anni, sono stati portati fuori dalla città di Chasiv Yar. È in corso anche l’evacuazione della popolazione dalle comunità della città di Avdiivka, Ocheretynska e Toretska“.
Chiarimento del ministero della Difesa italiano
Dal ministero della Difesa italiano arriva un chiarimento in merito dai mezzi militari forniti a Kiev. In una nota stampa viene spiegato: «alcuni quotidiani italiani hanno ripreso un articolo del Financial Times secondo il quale un anonimo consigliere del Ministro della Difesa ucraino avrebbe espresso disappunto per la qualità di alcune forniture militari, inviate da vari Paesi, per aiutare l’Ucraina. Tra i tanti, vengono citati alcuni mezzi forniti dall’Italia. Senza entrare nel dettaglio di decreti secretati dal precedente Governo, il Ministero della Difesa precisa che su richiesta Ucraina, tra i vari aiuti, sono anche stati donati mezzi che erano stati dismessi dalle Forze Armate italiane da molti anni e mai offerti proprio per il loro stato di manutenzione e vetustà. I mezzi sono stati richiesti, comunque, da parte ucraina, nonostante le condizioni, per essere revisionati e messi in funzione, vista la urgente necessità di mezzi per fronteggiare l’aggressione russa. Sull’esito della rimessa in efficienza il Ministero della Difesa italiano non è stato aggiornato, trattandosi solo di mezzi classificati come di non conveniente riparazione. Tanto si precisa al fine di dirimere eventuali equivoci, prevenire sterili polemiche e sottolineare quanto sia importante il sostegno all’Ucraina».
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/EPA/PRESIDENTIAL PRESS SERVICE