Secondo la Procura di Palermo l’uomo avrebbe anche attivato due sim per il boss
Dopo l’aggravamento delle accuse nei suoi confronti, la Procura di Palermo ha chiesto la condanna a 13 anni per Andrea Bonafede, per la sua assistenza a Matteo Messina Denaro durante la sua latitanza.
Inizialmente imputato per favoreggiamento aggravato, Bonafede, è accusato di associazione mafiosa. Messina Denaro aveva assunto l’identità di un secondo Andrea Bonafede, cugino del geometra.
Sembra infatti che oltre ad avergli “prestato l’identità” per ottenere ricette mediche, fatto per il quale Bonafede era stato chiamato “il postino”, l’operaio nipote del boss Leonardo Bonafede abbia assistito Messina Denaro in almeno due occasioni. In particolare secondo i magistrati nel 2020 avrebbe attivato due sim, poi utilizzate dal latitante.
Bonafede si era giustificato spiegando di aver consegnato le ricette a quello che credeva essere suo cugino.
Indagato anche Alfonso Tumbarello, il medico che compilava prescrizioni e ricette destinate al boss.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA