andrew tate

L’influencer e il fratello sono accusati di stupro, traffico di esseri umani e di associazione criminale

«I win, no tears». Così l’ex campione di kickboxing e influencer Andrew Tate annuncia la sua scarcerazione insieme al fratello Tristan in Romania. I due sono accusati di stupro, traffico di esseri umani e di associazione criminale e hanno trascorso tre mesi in carcere prima che la Corte d’Appello di Bucarest concedesse loro di scontare la pena presso la loro abitazione.

Scarcerate anche le due donne rumene arrestate con i fratelli Tate, lo scorso 29 dicembre, Georgiana Naghel e Luana Radu. Tutti si dichiarano innocenti rispetto ai capi d’accusa.

«Libertà, finalmente! Sono un po’ emozionato. Non provo risentimento verso la Romania o chiunque altro nel Paese, credo solo nella verità. Credo che alla fine la giustizia prevarrà e c’è una probabilità dello 0% che io venga giudicato colpevole di qualcosa che non ho fatto. Sono innocente e penso che tutti lo capiscano e sono felice di essere a casa» ha dichiarato Tate alla stampa locale.

Secondo l’accusa, Tate e suo fratello avrebbero attirato donne in Romania paventando loro l’ipotesi di una relazione stabile o di un matrimonio, salvo poi costringerle a lavorare come modelle in chat room per adulti. Le vittime accertate dagli inquirenti sarebbero almeno 6, con una delle testimoni che li accusa anche di stupro e altre due che invece, proprio la scorsa settimana, hanno pubblicamente smentito ogni tipo di maltrattamento.

A tradire Tate è stata proprio la sua popolarità sul web, dove promuove contenuti spesso giudicati misogini e fortemente provocatori. In particolare, la polizia rumena sarebbe riuscita ad arrestare Tate risalendo al suo indirizzo da una pizza in primo piano in un video dell’ex atleta. L’influencer aveva appena avuto uno scambio al veleno con Greta Thunberg ed è spesso finito nell’occhio del ciclone per i suoi contenuti in cui ostenta lusso e machismo.

Fra le sue provocazioni più contestate l’affermazione secondo cui alcune donne vittime di violenze sessuale dovrebbero essere ritenute responsabili.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/ROBERT GHEMENT