La Federico II di Napoli ha inaugurato il nuovo plesso della facoltà di Medicina e chirurgia. Un progetto ambizioso costato 51 milioni di euro
Ci sono voluti 20 anni per realizzare il progetto. Oggi, la facoltà di Scuola di Medicina e chirurgia dell’Università di Napoli Federico II ha inaugurato un nuovo polo a Scampia, periferia nord di Napoli.
Un progetto ambizioso che puntava alla riqualificazione territoriale e sociale di un quartiere difficile attraverso il linguaggio universale della cultura. Il progetto, costato 51 milioni di euro, è stato finanziato con fondi del Comune di Napoli, proprietario della struttura concessa in comodato d’uso alla Federico II, e del Fondo sviluppo e coesione.
L’edificio di 7 piani ospiterà 16 corsi di laurea triennali e 6 magistrali, per un totale iniziale di 330 studenti. Un progetto di grande importanza non solo per il quartiere, ma anche per la didattica dell’Università di Napoli che si arricchisce di ambulatori e laboratori.
Non mancano, naturalmente, le prime polemiche, in particolare sulla posizione dell’Ateneo che rischierebbe di diventare una “cattedrale nel deserto” come ammonisce la ministra per l’Università, Maria Cristina Messa.
«Federico II ha già aperto in altri quartieri, non è facile ed è un’operazione che richiede molto impegno non solo della governance ma anche dei docenti, del personale e degli studenti – spiega ancora la ministra, – perché è chiaro che venire qui sarà scomodo ma è molto importante creare quell’atmosfera e l’ambiente per cui i ragazzi vengono volentieri».
Un simile progetto di recupero urbano era stato attuato con la costruzione da parte dell’Università Federico II del polo tecnologico dei San Giovanni a Teduccio, altra periferia napoletana oggi sede di colossi come Deloitte, Cisco e Apple Developer Academy.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/CIRO FUSCO