L’operaio era scomparso nel 2015, i suoi resti furono rinvenuti nel 2021
Per l’inchiesta sulla morte di Biagio Carabellò è stata disposta l’archiviazione. La vicenda risale al 2015, quando l’operaio scomparve a Bologna, e i suoi resti vennero rinvenuti solo nel 2021 in un’area verde in periferia.
Il Gip Alberto Ziroldi ha accolto la richiesta della pm Elena Caruso che sottolineava come non fossero stati rilevati elementi a carico dei due indagati per l’omicidio dell’operaio. I due indagati erano l’ex coinquilino di Carabellò e la donna che ereditò i beni della compagna, grazie a un testamento che si rivelò falso. A carico loro non è emerso nulla dalle intercettazioni né dagli accertamenti sul telefono e sulla sim dell’operaio, inoltre dalla consulenza del medico legale non sono state rilevate ferite sul corpo di Carabellò, mentre è emerso che l’uomo con ogni probabilità al momento della morte aveva assunto eroina, ketamina e benzodiazepina. Per questo secondo i giudici è possibile “ritenere come altamente probabile l’ipotesi del gesto volontario” e “non vi è alcun elemento concreto che permetta di ricondurre tale evento alla condotta degli unici due indagati“.
L’avvocata dei familiari, Barbara Iannuccelli, ha commentato che “la famiglia Carabellò ha sempre creduto nella giustizia e sa bene che l’archiviazione è una buona forma di cautela per evitare che un processo finisca con un’assoluzione senza avere più la possibilità di portare di nuovo a processo quella persona assolta. Cercheremo di stimolare di più la coscienza di chi sa come si sono svolti i fatti e non ha mai parlato. E al momento giusto chiederemo la riapertura del caso con questi nuovi elementi per fare avere a Biagio la giustizia che merita“.
L’avvocato Marco Sciascio, alla difesa dell’ex coinquilino, ha spiegato che “accogliamo con soddisfazione l’ordinanza del Gip, ma ribadiamo che siamo sempre restati fiduciosi delle indagini e della loro conduzione da parte della dottoressa Elena Caruso (la pm, ndr) essendo certi che ogni aspetto è stato analizzato in maniera scrupolosa ed imparziale ad onor di giustizia“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA / us Carabinieri