EPA/ABED AL HASHLAMOUN

Mentre il mondo frena le mire espansionistiche di Israele, continuano le proteste nel Paese

Hanno firmato una dichiarazione congiunta i governi di Argentina, Brasile, Cile e Messico per manifestare la propria disapprovazione verso l’annuncio del governo di Israele di nuovi insediamenti in Cisgiordania.

I quattro Paesi latinoamericani hanno espresso “profonda preoccupazione” per la decisione israeliana “di legalizzare nove avamposti e costruire diecimila case in insediamenti già esistenti“. Nel comunicato si legge inoltre che “queste misure unilaterali costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare la n. 2334 (2016), oltre a contribuire ad aumentare le attuali tensioni“.

Dai firmatari viene espressa “opposizione a qualsiasi azione che comprometta la fattibilità di una soluzione a due Stati, in cui Israele e Palestina possano condividere confini sicuri e internazionalmente riconosciuti, nel rispetto delle legittime aspirazioni di entrambi i popoli a vivere in pace” e “i governi di Argentina, Brasile, Cile e Messico invitano israeliani e palestinesi ad astenersi da atti e provocazioni che potrebbero promuovere un’ulteriore escalation di violenza e a riprendere i negoziati per raggiungere una soluzione pacifica del conflitto“.

Guai in casa a Gerusalemme

Intanto proseguono le manifestazioni all’interno dello stesso Stato di Israele per chiedere lo stop della controversa riforma della giustizia, che limiterebbe fortemente i poteri della Corte Suprema. In passato, era stata proprio questa istituzione a dare parere favorevole a nuovi insediamenti; oggi però è sotto attacco dal nuovo governo di destra, che intende limitarne le competenze nel giudizio di idoneità dei deputati. Domani il presidente israeliano Herzog incontrerà il capo del governo Benjamin Netanyahu per cercare di stemperare la situazione.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti di: Caterina MAGGI

FOTO: EPA/ABED AL HASHLAMOUN