È successo a Crèpol in Francia dove un gruppo di persone ha fatto irruzione alla festa con coltelli e accette

Un “bagno di sangue”: così una testimone ha descritto l’agguato di un gruppo di ragazzi armati che hanno fatto irruzione ad una festa a Crèpol, piccolo comune di 500 abitanti nel dipartimento della Drone nell’Alvernia-Rodano-Alpi, non lontano da Grenoble. Il bilancio è di una vittima e 18 feriti.

È accaduto tutto attorno alle due della notte fra sabato 18 e domenica 19, quando 450 persone stavano festeggiando il consueto ballo d’inverno. Un gruppo di ragazzi provenienti da località vicine e armato di coltelli e accette da macellaio ha fatto irruzione nelle sale da ballo colpendo a caso la gente presente. Perde la vita un 16enne, deceduto in ambulanza per le ferite riportate.

«C’è stata una vera e propria battaglia tra gli aggressori e coloro che hanno avuto il coraggio di affrontarli» racconta il testimone a Le Parsien. Secondo le prime ricostruzioni gli aggressori erano una 15ina di ragazzi provenienti dalla città di Romains-sur-Isere, cittadina poco distante da Crèpol. Al momento resta sconosciuto il movente.

Dopo l’agguato 7 persone sono state fermate nei pressi di Tolosa e in totale 70 sono state interrogate.

La destra francese è stata particolarmente polemica sull’evento, parlando di “francocidio“, “guerra di civilizzazione” e “vera e propria jihad quotidiana che subiscono i francesi” (Eric Zemmour), di “razzia da parte di milizie armate” (Marine Le Pen) e “razzismo anti-bianchi che colpisce nelle nostre campagne” Marion Maréchal.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/TERESA SUAREZ