ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Il padre dell’ambasciatore, ucciso in un agguato due anni fa, spera che il viaggio di Bergoglio aiuti a fare luce su quanto accaduto

Il 22 febbraio saranno passati due anni dalla morte di Luca Attanasio, l’ambasciatore ucciso in Congo in un agguato, nel quale persero la vita il carabiniere della scorta Vittorio Iacovacci e l’autista Mustapha Milambo. In occasione del viaggio di Papa Francesco, il padre del diplomatico, Salvatore trona a rivolgere un appello a tutte le autorità.

«Dal punto di vista della ricerca della verità, mi auguro che la visita di Papa Francesco sproni le autorità congolesi a collaborare, cosa che finora non ho visto. Speriamo che l’opinione pubblica tenga vivo il suo ricordo e l’attenzione in modo che le istituzioni non si adagino – ha dichiarato Salvatore Atttanasio – La speranza è che si faccia luce su quanto è accaduto, con una verità vera e non costruita per far tacere le coscienze».

I procedimenti in corso al momento sono due. Nella Repubblica Democratica del Congo sul banco degli imputati ci sono 6 persone accusate di essere gli autori materiali dell’attentato. A Roma è stato chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di due funzionari del Programma alimentare mondiale che non avrebbero garantito la sicurezza di Attanasio nella spedizione del Pam, durante la quale è stato ucciso, mentre è ancora aperto troncone di indagine sull’agguato.

«Aspettiamo fiduciosi. Speriamo che qualcosa si muova e che vengano ascoltate le parole del Papa, che – ha affermato Attanasio – non devono ascoltare solo i congolesi ma anche i Paesi occidentali, in testa l’Onu, perché lì la situazione è disastrosa. Il Congo è in una situazione assurda, oscurata dall’Occidente e ora magari con la visita del Papa qualche coscienza si muove».

Francesco parla ai vescovi

«Siate misericordiosi, perdonate sempre, quando una persona viene a confessarsi, perdonate sempre, non pensate a cosa dice il codice, il cuore del pastore vada oltre il codice, perdonate sempre e così seminerete il seme del perdono», ha detto al termine del viaggio il Papa, salutando i Vescovi della Cenco presso la sede della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/MOURAD BALTI TOUATI