Si chiamava Daria Dugina, la sua macchina è stata fatta saltare in aria

Attentato a Mosca, dove un’auto guidata dalla figlia dell’ideologo di Putin, Oleskandr Dugin, è stata fatta saltare in aria. La vittima è la figlia, Daria Dugina, che si trovava alla guida di una Toyota Land Cruiser Prado. L’esplosione è avvenuta vicino al villaggio di Velyki Vyazomy, alla periferia della capitale.

Dopo l’esplosione l’auto si è rovesciata ed è finita fuori strada: il corpo della vittima era carbonizzato e irriconoscibile. I video dei testimoni mostrano Dugin disperato a pochi metri dall’auto in fiamme, con le mani tra i capelli.

Secondo quanto riportano alcune fonti, lo stesso Dugin avrebbe dovuto trovarsi in auto con la figlia, ipotesi che rafforza la dinamica dell’attentato. In serata l’uomo di Putin era impegnato in una conferenza su Tradizione e storia vicino a Mosca, alla quale Daria, di professione commentatrice televisiva, partecipava come ospite.

Oleskandr Dugin è stato consigliere di diversi politici ed un filosofo noto per le sue opinioni anti-occidentali, di estrema destra e neo-eurasiatiche. Negli ultimi anni i media occidentali lo hanno definito uno degli “ispiratori” della politica estera di Putin. Nel 2014 era stato licenziato dall’università di Mosca dopo il suo appello a “uccidere, uccidere, uccidere gli ucraini”.

Il principale consigliere del presidente ucraino Zelensky, Mykhailo Podolyak, ha dichiarato che l’Ucraina non ha niente a che fare con l’omicidio.

Una dichiarazione di estraneità che non convince Mosca: «se la pista ucraina fosse confermata dalle autorità competenti, così come evocato dal capo della Repubblica di Donetsk Denis Pushilin – ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova – allora avremo la conferma della politica del terrorismo di Stato messa in atto dal regime di Kiev».

di: Micaela FERRARO

FOTO: SHUTTERSTOCK