Nella dispensa domestica la polizia ha trovato olio di cannabis, estrattore botanico e dispositivi idroponici
Il 19 aprile scorso un uomo australiano avrebbe servito pizza alla cannabis alla moglie e ai figli. Dopo un iniziale momento di euforia iniziano ad avvertire bruciore agli occhi e secchezza delle fauci. Presentandosi dal medico, i sintomi evidenziati sono quelli degli effetti del THC.
La polizia inizia quindi ad indagare e, dopo un’ispezione, nella dispensa dell’abitazione vengono trovati olio alla cannabis, dispositivi idroponici (utilizzati per la coltivazione della marijuana) e l’estrattore botanico Magical Butter, usato per la produzione di grassi alimentari con le sue foglie. L’uomo viene accusato di produrre e vendere droga, fornirla e amministrarla ai bambini, ma nega tutto.
È iniziato oggi, secondo il Daily Mail, davanti all’Elizabeth Magistrate Court il procedimento legale contro l’australiano di cui non sono state rese note le generalità.
Le pizze alla cannabis, quella però con un livello di THC inferiore allo 0,2% quindi senza effetti psicoattivi, non sono una novità. Circa tre anni fa il locale da asporto “L’Authentique” di Nizza ha proposto nel menù “l’humeur du pizzaïolo”, ovvero la variante a fantasia del pizzaiolo che talvolta la condisce con formaggio di capra, porri in fonduta, cachi e una spolverata di marijuana al posto dell’origano.
Nel 2021 è stato Crazy Happy Pizza, catena thailandese di fast food, ha introdotto in menu la Crazy Happy Pizza, con foglie tritate nel condimento e fritte a guarnizione. Vietata ai minori di 12 anni.
di: Alice GEMMA
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