CALDEROLI

Approvato all’unanimità il disegno di legge. Casellati: “nessuna Regione resterà indietro”

Il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il disegno di legge sull’autonomia differenziata presentato dal ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli.

Le Camere hanno 60 giorni di tempo “per l’esame da parte dei competenti organi parlamentari, che si esprimono con atti di indirizzo”.

«Abbiamo un treno che si chiama Italia. Se una parte dovesse essere rallentata, viene a rallentarsi tutto il Paese. Mi auguro che con questa legge avremo un’Italia ad alta velocità – ha dichiarato durante la conferenza stampa Calderoli – La legge che abbiamo approvato oggi non era una legge obbligatoria. È stata fatta volutamente per determinare il procedimento e un maggior coinvolgimento del Parlamento che da più parti era stato richiesto. Questa legge non crea l’autonomia, che è presente in un testo costituzionale nel 2001, tra l’altro approvato dal centrosinistra».

Il testo prevede che le intese con le Regioni debbano avere “il parere della Conferenza unificata, dopo di che dovranno essere approvate dal Parlamento a maggioranza assoluta“. Su questo punto Calderoli ha dichiarato: «Mi spiace dei toni di risentimento e rivolta, ma pregherei di leggere il testo prima di scatenare contrarietà. Se tutto procede come previsto nel 2023 potremo avere l’approvazione della legge e a inizio del 2024 potremo cominciare a valutare le richieste di ulteriori forme di autonomia».

Il ministro ha, poi, respinto, le critiche arrivate dalle opposizioni, affermando che secondo il Governo l’autonomia differenziata non accentuerà ma appianerà le differenze tra Regioni. «L’esistenza di cittadini di Serie A e B è una realtà in cui la sperequazione non riguarda solo le differenze tra Nord e Sud, ma anche tra diversi territori – ha affermato – un problema che va risolto e che non può essere attribuito all’autonomia differenziata, ma è frutto di una gestione centralista».

Casellati: “nessuna regione resterà indietro”

La ministra per le Riforme costituzionali Elisabetta Casellati ha dichiarato: «Credo che oggi sia una giornata speciale, finalmente diamo attuazione a una parte della Costituzione con una legge che è compatibile con il modello dell’unità nazionale. Una legge che era vista come una sorta di pericolo ha una particolare attenzione alla coesione sociale. È sembrato che improvvisamente piovesse dal cielo una legge fatta da questo Governo di centrodestra, è un’applicazione della Costituzione che non era stata fatta e questo era inaccettabile». Casellati ha poi ribadito che “nessuna regione resterà indietro ma autonomia significa migliore allocazione delle risorse. Ci sarà un arricchimento, non una differenza tra una regione e l’altra”.

Berlusconi: “testo migliorato grazie a Forza Italia”

Soddisfazione anche da Silvio Berlusconi. «Con l’approvazione del testo in Cdm, questo governo passa dalle parole ai fatti. Grazie al decisivo contributo di Forza Italia, non ci saranno cittadini di serie A e di serie B – ha dichiarato il leader azzurro – Anche questo impegno è stato mantenuto. Questo è l’avvio di un percorso che dovrà essere condiviso in Parlamento, dove il testo potrà essere ulteriormente migliorato e che potrà ritenersi concluso soltanto dopo la definizione dei Lep e del loro effettivo finanziamento».

Salvini: “altra promessa mantenuta”

Il ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini ha commentato: «Efficienza, merito, innovazione, lavoro, più diritti per tutti i cittadini in tutta Italia, meno scuse per i politici ladri o incapaci. Altra promessa mantenuta».

Zaia: “giornata storica”

Entusiasta anche il presidente della regione Veneto Luca Zaia. «È una bellissima notizia, una giornata storica. Diamo corso alla volontà dei padri costituenti che scrissero la Carta costituzionale in vigore dal 1948 e ai dettami della modifica del titolo quinto – ha dichiarato Zaia – Ma non è il traguardo di un percorso, è l’inizio. Si apre una grande sfida per questo Paese perché stiamo scrivendo una vera e propria pagina di storia. Va riconosciuto a questo governo che, con molta coerenza e rispetto per gli elettori, ha mantenuto gli impegni avviando il percorso dell’autonomia. Un vero nuovo cammino che viene avviato dopo solo un centinaio di giorni dall’insediamento».

Fontana: “giusto riconoscimento”

«Un risultato importante che, finalmente, riconosce e premia la volontà espressa dai lombardi e dai veneti attraverso un referendum per troppo tempo ignorato – ha dichiarato il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana – Ottenere maggiore Autonomia significa consentire alla Lombardia, locomotiva economico-produttiva del Paese, di correre ancora più forte garantendo benefici non solo alla nostra regione ma a tutti gli italiani. Chi sostiene il contrario, diffondendo fake news che vanno nella direzione opposta alla verità, o è in malafede o ha paura di assumersi responsabilità dirette. L’esatto contrario del modo di lavorare cui siamo abituati noi lombardi».

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/CESARE ABBATE