In una serie A che aspetta ancora il verdetto fondamentale di Napoli – Bologna, la crisi della Sampdoria appassiona l’Italia
In un calcio dove sempre di più contano le solite squadre, con qualche felice eccezione (vedi Bologna e Atalanta, recentemente), non si può che rimanere sorpresi dalla grande attenzione che i media e i social stanno dedicando a una squadra che attualmente milita in Serie B: insomma, la serie cadetta raramente riesce a diventare trend sul web. Ma la Sampdoria fa eccezione.
La notizia dell’ultim’ora è che Roberto Mancini torna come direttore tecnico, Alberico “Chicco” Evani in panchina e Attilio Lombardo come vice, dopo gli esoneri di Semplici e del ds Accardi.
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La stagione (in breve)
Il campionato 2024/25 si sta rivelando un incubo. Dopo mesi di prestazioni deludenti e risultati altalenanti, la Samp si ritrova impantanata nei bassifondi della classifica di Serie B, con uno scenario retrocessione che da ipotesi è diventato minaccia concreta.
Il rendimento è stato, fin dall’inizio, al di sotto delle aspettative. Solo una manciata di vittorie e un numero eccessivo di pareggi e sconfitte hanno inchiodato la formazione blucerchiata in una posizione critica. La zona playout è diventata la nuova realtà, con il gruppo che fatica a trovare continuità e fiducia nei propri mezzi.
Il derby perso ieri contro uno Spezia che sta lottando per la massima serie (2-0 il risultato finale) ha evidenziato tutte le fragilità di una squadra in difficoltà psicologica e tattica. Un ko pesante non solo per la classifica, ma anche per il morale. In panchina, manca solo l’ufficialità dell’addio a Leonardo Semplici, che non è riuscito a invertire la tendenza negativa.

Non è un caso che questa sia la terza guida tecnica della stagione, dopo le parentesi, entrambe poco fortunate, di Andrea Pirlo e Andrea Sottil. A fare da sfondo, il malcontento di una tifoseria che da settimane contesta società e squadra, esasperata da una situazione che sembra sfuggita di mano.
Mancano sei giornate alla fine del campionato. Il calendario propone scontri diretti che somigliano a spareggi anticipati. Se non arriverà una reazione immediata, la discesa in Serie C, un’eventualità che avrebbe risvolti pesantissimi a livello economico e sportivo, rischia di diventare realtà.
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Tutti un po’ pazzi per il Doria
Parlare della Sampdoria significa andare oltre il semplice tifo. Perché esistono club che si amano per la gloria, altri per la geografia, ma poi ci sono realtà come quella blucerchiata che scaldano il cuore anche a chi non è nato all’ombra della Lanterna.

La maglia, prima di tutto. Quel blu intenso attraversato dalla banda orizzontale bianca, rossa e nera, è diventata negli anni un simbolo di eleganza calcistica. È stata definita, non a caso, “la più bella del mondo”. Una divisa che non ha bisogno di spiegazioni, né di trofei esibiti a ogni stagione. Basta uno sguardo per innamorarsene.
Ma il vero motore di questo affetto trasversale è stato un gruppo di uomini, prima ancora che di calciatori. Negli anni d’oro, la Samp parlava la lingua del talento e della fratellanza, incarnata da due nomi che oggi suonano come poesia per ogni amante del pallone: Gianluca Vialli e Roberto Mancini. Una coppia che non ha solo segnato gol, ma ha scritto una filosofia. L’uno energia pura, l’altro genio in punta di piedi. Insieme, hanno guidato il Doria allo scudetto del 1991, un’impresa che ancora vibra nella memoria collettiva del calcio italiano.
Erano anni in cui Genova sembrava il centro del mondo, almeno per chi respirava calcio con il cuore. La Samp era casa, ma anche stile, rispetto, appartenenza. E non è un caso che tanti, anche fuori dalla Liguria, abbiano scelto di simpatizzare per quei colori. Per l’autenticità di una società che non ha mai barattato la sua identità con i riflettori.

Vialli, scomparso troppo presto, ha lasciato un’eredità emotiva immensa. In campo lottava come un leone, fuori era un signore. Il suo ricordo, così come quello dell’amicizia fraterna con Mancini, rinsaldata in lacrime sotto la pioggia di Wembley a Euro 2020, è ciò che tiene viva una narrazione che va oltre i risultati.
La Sampdoria oggi lotta per non scomparire nel buio delle categorie inferiori, ma il suo fascino resta intatto. Perché ci sono club che vincono e passano, e altri che restano, anche nelle difficoltà. Amati per ciò che sono stati, e per ciò che rappresentano ancora.
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di: Giulia GUIDI
Foto: ANSA/SHUTTERSTOCK