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Calenda mette un punto, separando i destini dei due partiti anche in vista delle europee

Non si tratta certo di un fulmine a ciel sereno: è piuttosto una rottura finale, forse definitiva, spinta da crepe di lunga data: i gruppi parlamentari di Carlo Calenda e Matteo Renzi si separeranno.

«Ormai siamo due partiti separati, non ho più voglia di mettermi a discutere con Italia Viva, faranno la loro strada e alle europee e noi faremo la nostra» ha spiegato il leader di Azione, preannunciando che anche il progetto per le europee 2024 è naufragato.

La decisione di separarsi “dipende da loro“, si scherma Calenda ad Agorà, dato che “quei gruppi sono stati eletti con un logo con un simbolo con il mio nome, io non posso andarmene via, lo possono fare loro. Lo facessero quando gli pare“.

A quest’ultimo commento risponde immediatamente Italia Viva: «a differenza di quanto affermato da Carlo Calenda ad Agorà il gruppo non ha il nome di Carlo Calenda. Il gruppo di cui Calenda fa parte assieme ad altri nove senatori si chiama Azione-ItaliaViva-Renew Europe» spiegano fonti del partito di Renzi.

Calenda: salario minimo? Principio basilare

In ordine sparso, Calenda commenta anche i prossimi step dell’opposizione, a partire dalla discussione sul salario minimo in programma domani, venerdì 11 agosto: «quello che mi aspetto è che si discuta seriamente di un problema che tocca 3,5 milioni di persone che lavorano e non arrivano a fine mese. Per noi il salario minimo è un principio basilare che c’è nella gran parte dei Paesi europei» spiega Calenda.

«Se c’è un contratto a 11 euro l’ora non è che rischi di abbassarlo a 9 euro – aggiunge rispondendo alle preoccupazioni di Meloni sul fatto che il salario minimo possa essere controproducente. – Questo appunto non esiste Giorgia, se parli con qualcuno che lavora nelle imprese te lo dice. Lo dice anche Confindustria».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI