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Per il prossimo 4 luglio è stato convocato un tavolo interministeriale

Mentre si moltiplicano le sentenze, la politica sembra rimanere immobile e, con lei, l’intero settore dei balneari. Lo scorso 20 aprile infatti la Corte di Giustizia europea ha ribadito il divieto, con il recepimento della direttiva Bolkestein, di rinnovare in automatico le concessioni balneari che dovranno quindi andare incontro ad una “procedura di selezione imparziale e trasparente“.

Nel frattempo però negli imprenditori cresce la preoccupazione, in attesa del prossimo tavolo interministeriale convocato sul tema presso la Presidenza del Consiglio per il 4 luglio; l’incontro dovrebbe rappresentare la prima tappa del processo, ormai non più rimandabile, di mappatura delle spiagge e delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali.

In questa occasione, spiega il presidente degli imprenditori balneari di San Benedetto del Tronto Giuseppe Ricci, “chiederemo che la gestione delle spiagge italiane torni centralizzata in capo allo Stato per avere una legislazione certa e univoca per tutte le spiagge nazionali“, perché “vogliamo essere trattati come tutte le imprese“.

«Per essere chiari – aggiunge – chiediamo che l’area dove insiste lo stabilimento possa essere riscattata a titolo definitivo dal balneare, ovviamente rispettando tutti i parametri di legge».

«In attesa di regole certe – spiega però il presidente dei balneari di Numana e Sirolo in provincia di Ancona Luca Paolillo – gli investimenti sugli stabilimenti sono praticamente fermi».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA / GIUSEPPE GIGLIA

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