Il piccolo, di 10 anni, è scivolato in un buco all’interno di un cantiere
Si è conclusa tristemente la vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso la provincia meridionale del Vietnam, Dong Thap, tanto simile a quella tragica del piccolo Alfredino Rampi. Un bambino di 10 anni, Ly Hao Nam, scivolato in un buco molto profondo dove è rimasto bloccato per quattro giorni è infatti stato dichiarato morto. Il corpo non è ancora stato recuperato.
Centinaia di soccorritori si sono mobilitati in tutto il Paese per cercare di salvarlo. Il piccolo, da quanto si apprende, è scivolato in un buco profondo 35 metri all’interno di un cantiere. Si tratterebbe del pozzo di un pilastro di cemento cavo largo appena 25 centimetri. Il bambino sarebbe stato alla ricerca di rottami di metallo.
La stampa locale aveva reso noto che il bambino non interagiva con l’esterno, nonostante il continuo pompaggio di ossigeno all’interno del buco. I soccorritori hanno subito utilizzato una trivella per perforare e ammorbidire il terreno, in modo da riuscire a sollevare il pilastro e liberare il piccolo. Un team di medici locali, infine, è giunto alla conclusione che il piccolo è morto a causa di vari fattori: il luogo dell’incidente, la profondità del cratere, la durata dei soccorsi e le possibili lesioni subite durante la caduta sono state fatali.
di: Flavia DELL’ERTOLE
aggiornamenti di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/LUONG THAI LINH