Si conclude la campagna di campionamento di Greenpeace per l’analisi di acqua e suolo dopo la perdita di metano nel Mar Baltico
Una bandiera della pace come simbolo di speranza per un futuro all’insegna dell’approvvigionamento energetico pacifico tramite le rinnovabili. È questo il significato dell’ultima iniziativa di Greenpeace che, al termine della campagna di campionamento dell’acqua e del suolo nell’area delle esplosioni che alla fine di settembre hanno colpito il Nord Stream nel Mar Baltico, ha apposto una bandiera su uno dei gasdotti.
La bandiera è stata calata con un drone subacqueo munito di videocamera: le riprese subacquee effettuate dal drone forniscono anche un documento sull’entità della distruzione delle condutture causata dalle esplosioni. I campioni di suolo e acqua raccolti durante la campagna torneranno ora in Germania a bordo della Beluga II e lì verranno analizzati.
La rottura del sistema di gasdotti, infatti, ha causato un’importante emissione di metano. Una perdita che potrebbe incidere sulle stime dell’Organizzazione meteorologica mondiale secondo la quale il balzo delle concentrazioni di metano dell’anno scorso è stato il più alto da quando sono iniziate le registrazioni nel 1983 e ha fatto seguito a un altro anno da record nel 2020.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/SWEDISH COAST GUARD