La presidente dell’istituto annuncia ulteriori rialzi in futuro, da stabilire in base all’analisi dei dati
Hanno vinto i falchi alla fine: la Banca centrale europea ha decretato il rialzo dei tassi di interesse di 0,75 punti.
Nei mesi scorsi si ventilava l’ipotesi di un rialzo di mezzo punto percentuale ma il Consiglio direttivo ha stabilito un incremento di altri 0,25 punti, portando così il tasso sui depositi a 0,75% e il tasso sui prestiti marginali a 1,5%.
Presentando la decisione, la Bce ha evidenziato “un sostanziale rallentamento della crescita economica dell’area euro, con un’economia che dovrebbe ristagnare nel corso dell’anno e nel primo trimestre del 2023” dopo il rimbalzo del primo semestre del 2022.
Il potere d’acquisto, prosegue il rapporto dell’istituto centrale, è eroso anche dai “prezzi molto elevati dell’energia” che “sebbene le strozzature dell’offerta si stiano attenuando, continuano a limitare l’attività economica“.
Lo conferma la stessa Christine Lagarde, presidente della Bce, che in conferenza stampa spiega come “l’elevata inflazione sta frenando la spesa e la produzione in tutta l’economia e questi venti contrari sono rafforzati dalle interruzioni dell’approvvigionamento di gas“.
Una decisione unanime nonostante le “visioni diverse intorno al tavolo“, come ha spiegato ancora Lagarde secondo cui “più sono alti i rialzi, più siamo lontani” dal tasso che dovrebbe assicurare un’inflazione al 2%. «Non so qual è il tasso neutrale – ammette ancora facendo riferimento al punto di equilibrio che assicura il raggiungimento dell’obiettivo inflazionistico. – So però che non è zero, e non è quello che abbiamo deciso oggi».
Infine, pesa sullo scenario economico anche la “situazione geopolitica avversa, in particolare l’aggressione ingiustificata della Russia nei confronti dell’Ucraina“, che grava sulla fiducia di imprese e consumatori.
Questo quadro si risolve in stime di crescita “notevolmente riviste al ribasso per il resto dell’anno in corso e per tutto il 2023“. Stando alle attuali previsioni, il Pil dell’Eurozona crescerà del 3,1% nel 2022, dello 0,9% nel 2023 e dell’1,9% nel 2024.
Nonostante il rialzo ben oltre le aspettative del costo del denaro, che è arrivato con l’annuncio di future ulteriori strette stabilite sulla base dei dati, l’euro cede lo 0,6%, a 0,994, dopo aver toccato un minimo di 0,993 e perde la parità con il dollaro.
La Bce, come riferito da Lagarde, sta monitorando l’andamento della moneta unica.
Infine, la presidente ammette: «abbiamo fatto degli errori nelle previsioni sull’inflazione, come tutte le istituzioni internazionali, come molti economisti, perché è virtualmente impossibile prevedere e includere nei modelli il Covid, la guerra in Ucraina, il ricatto sull’energia. Me ne assumo la colpa perché sono il capo dell’istituzione – dice. – Abbiamo fatto errori, abbiamo capito le cause, e vi posso assicurare che lo staff aggiorna costantemente, integra quello che finora non era stato preso in considerazione».
di: Marianna MANCINI
FOTO: IMAGOECONOMICA/Alexis HAULOT