ALESSIA MASTROPIETRO

Secondo Berlusconi Putin sarebbe stato costretto a reagire agli attacchi ucraini, Il Cavaliere si difende: 28 anni di storia politica parlano per me

Nel nuovo audio registrato durante l’incontro tra Silvio Berlusconi e senatori e deputati forzisti emergono sempre più chiaramente le idee del Cavaliere sulla guerra in Ucraina.

Mentre le esternazioni dei giorni scorsi hanno già messo in allarme l’Unione Europea, con il nuovo audio Berlusconi spiega “com’è avvenuta la cosa della Russia” chiedendo “il massimo riserbo” che evidentemente gli uomini di Forza Italia non hanno mantenuto.

«La cosa è andata così: nel 2014 a Minsk, in Bielorussia, si firma un accordo tra l’Ucraina e le due neocostituite repubbliche del Donbass per un accordo di pace senza che nessuno attaccasse l’altro. L’Ucraina butta al diavolo questo trattato un anno dopo e comincia ad attaccare le frontiere delle due repubbliche. Le due repubbliche subiscono vittime tra i militari che arrivano, mi si dice, a 5-6-7mila morti. Arriva Zelensky, triplica gli attacchi alle due repubbliche. Disperate, le due repubbliche mandano una delegazione a Mosca e finalmente riescono a parlare con Putin – sostiene il Cavaliere. – Dicono: “Vladimir non sappiamo che fare, difendici tu”. Lui è contrario a qualsiasi iniziativa, resiste, subisce una pressione forte da tutta la Russia. E allora si decide a inventare una operazione speciale: le truppe dovevano entrare in Ucraina, in una settimana raggiungere Kiev, deporre il governo in carica, Zelensky eccetera, e mettere un governo già scelto dalla minoranza ucraina di persone per bene e di buon senso, un’altra settimana per tornare indietro. È entrato in Ucraina e si è trovato di fronte a una situazione imprevista e imprevedibile di resistenza da parte degli ucraini, che hanno cominciato dal terzo giorno a ricevere soldi e armi dall’Occidente. E la guerra, invece di essere una operazione di due settimane, è diventata una guerra di duecento e rotti anni. Quindi, questa è la situazione della guerra in Ucraina».

La posizione del numero uno di Forza Italia vede in Vladimir Putin un pacifista convinto quasi costretto a intervenire dopo ave resistito agli attacchi scagliati dagli ucraini.

Nelle registrazioni si sente inoltre Berlusconi commentare i leader occidentali: «quello che è un altro rischio, un altro pericolo che tutti noi abbiamo: oggi, purtroppo, nel mondo occidentale, non ci sono leader, non ci sono in Europa e negli Stati Uniti d’America. Non vi dico le cose che so ma leader veri non ce ne sono. Posso farvi sorridere? L’unico vero leader sono io». E sulle possibile trattative Berlusconi è pessimista: «io non vedo come possano mettersi a un tavolo di mediazione Putin e Zelensky. Perché non c’è nessun modo possibile. Zelensky, secondo me… lasciamo perdere, non posso dirlo… ».

Le razioni del centrodestra

In difesa del Cavaliere e del partito si alza la voce del coordinatore nazionale Tajani: «domani sarò al Summit del Ppe per confermare la posizione europeista, filo atlantica e di pieno sostegno all’Ucraina mia e di Fi. In tutte le sedi istituzionali non è mai mancato il nostro voto a favore della libertà e contro l’invasione russa». Nel pomeriggio Antonio Tajani aveva commentato su Twitter la vittoria del premio Sakharov: «il popolo ucraino ha vinto il Premio Sacharov 2022. Eroi che non si arrendono di fronte all’orrore della guerra. Le loro gesta a difesa della democrazia e della libertà saranno per sempre scritte nella storia. Complimenti al Parlamento europeo per la scelta fatta».

L’audio di Berlusconi ha scosso anche la maggioranza, con la leader di Fratelli d’Italia che ha sottolineato come Nato e Unione Europea siano capisaldi del nuovo Esecutivo e “chi non è d’accordo non potrà fare parte del governo“.

«Su una cosa sono stata, sono, e sarò sempre chiara. Intendo guidare un governo con una linea di politica estera chiara e inequivocabile. L’Italia è a pieno titolo, e a testa alta, parte della Ue e della Nato. Chi non fosse d’accordo con questo caposaldo non potrà far parte del governo, a costo di non fare il governo». ha dichiarato la leader di FdI.

Meloni ha poi proseguito spiegando: «l’Italia con noi al governo non sarà mai l’anello debole dell’Occidente, la Nazione inaffidabile tanto cara a molti nostri detrattori. Rilancerà la sua credibilità e difenderà così i suoi interessi. Su questo chiederò chiarezza a tutti i ministri di un eventuale governo. La prima regola di un governo politico che ha un forte mandato dagli italiani è rispettare il programma che i cittadini hanno votato».

In serata arriva la presa di posizione di Silvio Berlusconi che, tramite una nota, spiega: «in 28 anni di vita politica la scelta atlantica, l’europeismo, il riferimento costante all’Occidente come sistema di valori e di alleanze fra Paesi liberi e democratici sono stati alla base del mio impegno di leader politico e di uomo di governo». Precisa Berlusconi: «la mia posizione personale e quella di Forza Italia non si discostano da quella del Governo Italiano, dell’Unione Europea, dell’Alleanza Atlantica né sulla crisi Ucraina, né sugli altri grandi temi della politica internazionale. Lo abbiamo dimostrato in decine di dichiarazioni ufficiali, di atti parlamentari, di voti alle Camere».

Nella nota il Cavaliere rivendica: «interrogarsi sulle cause del comportamento russo, come stavo facendo, ed auspicare una soluzione diplomatica il più rapida possibile, con l’intervento forte e congiunto degli Stati Uniti e della Repubblica cinese, non sono atti in contraddizione con la solidarietà occidentale e il sostegno al popolo ucraino. Del resto alla pace non si potrà giungere se i diritti dell’Ucraina non saranno adeguatamente tutelati. Come ho spiegato al Congresso degli Stati Uniti – prosegue, – l’amicizia e la gratitudine verso quel Paese fanno parte dei valori ai quali fin da ragazzo sono stato educato da mio padre. Nessuno, sottolineo nessuno, può permettersi di mettere in discussione questo e non può certamente permettersi di farlo la sinistra, che tante volte è stata dalla parte sbagliata della storia. Tantomeno la sinistra del Partito Democratico, che anche alle ultime elezioni, meno di un mese fa, era alleata con i nemici della NATO e dell’Occidente. Tutto questo però non esisterebbe, se non vi fosse in Italia la pessima abitudine di trasformare la discussione politica in pettegolezzo, utilizzando frasi rubate registrate di nascosto, e appunti fotografati con il teleobiettivo, con un metodo non solo sleale ma intimidatorio».

Secondo Berlusconi in Italia il problema è: «la pessima abitudine di trasformare la discussione politica in pettegolezzo, utilizzando frasi rubate registrate di nascosto, e appunti fotografati con il teleobiettivo, con un metodo non solo sleale ma intimidatorio. Un metodo soprattutto che porta a stravolgere e addirittura a rovesciare il mio pensiero, usando a piacimento brandelli di conversazioni, attribuendomi opinioni che stavo semplicemente riferendo, dando a frasi discorsive un significato del tutto diverso da quello reale. La colpa non è degli organi di informazione, ovviamente costretti a diffondere queste notizie, è di chi usa questi metodi di dossieraggio indegni di un Paese civile. Senza questo, non sarebbe necessario ribadire l’ovvio».

Le reazioni dell’opposizione

Il primo a prendere posizione è il leader pentastellato Giuseppe Conte: «alla luce delle ultime e più complete dichiarazioni del presidente Berlusconi sul conflitto russo-ucraino, si pone un problema per il nostro Paese. Non credo che possa essere accettato che Forza Italia esprima un ministro degli Esteri – ha spiegato l’ex premier. – È un problema serio per la credibilità e l’immagine del nostro Paese anche all’estero. Una questione politica seria che porremo con chiarezza presidente Mattarella nel corso delle consultazioni».

Anche il segretario del Partito Democratico critica le parole del leader forzista: «le dichiarazioni di Berlusconi sono gravissime, incompatibili con il posizionamento dell’Italia e dell’Europa». Secondo Enrico Letta: «sono parole che pongono il nostro Paese fuori dalle scelte europee e occidentali e che minano alla base la credibilità del possibile nuovo esecutivo. Ogni governo che nasce in Europa oggi deve scegliere se stare con Putin o stare con l’Ucraina e con l’Unione Europa. Il governo Meloni sta nascendo sotto il segno della peggiore ambiguità».

Anche Carlo Calenda interviene, secondo il numero uno di Azione: «Berlusconi cerca di sabotare l’avvio del governo Meloni. Io da avversario ho apprezzato la chiarezza della nota di Meloni perché ribadisce che la politica estera è la bussola di una coalizione di governo e se uno la pensa diversamente non può stare al governo. Detto ciò, io penso che si ricomporranno perché non ci sono alternative. Ma tutto quello che abbiamo detto in campagna elettorale, e cioè i programmi, le attitudini e i rapporti, ciò e dovrebbe comporre una maggioranza di governo, tra i leader della destra sono disastrosi».

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ALESSIA MASTROPIETRO