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Il Cavaliere spiega perché Forza Italia non ha votato La Russa, rivendicandolo come un segnale

Silvio Berlusconi ha spiegato perché Forza Italia non ha votato Ignazio La Russa alla prima votazione: «in Forza Italia c’è una profonda amarezza perché, a parità di elettori con la Lega, per il modo in cui sono stati distribuiti i collegi uninominali ci ha portato ad avere venti deputati in meno della Lega e dieci senatori di meno. Noi per questo, non io ma i miei senatori, l’altro giorno hanno voluto dare un segnale su questo tema chiedendo pari trattamento con la Lega come lo chiediamo per le altre cariche sulla base che abbiamo lo stesso numero di elettori. Questo era un segnale, già tutti convinti di votare La Russa al secondo turno, poi lo sapete la sinistra cosa ha fatto». il Cavaliere ha anche annunciato che “non c’era né scostamento sul programma né sulle persone“.

Il leader di Forza Italia ha anche spiegato che, in merito al totoministri, Giorgia Meloni sarebbe “d’accordo su Casellati a Giustizia“. «Nordio lo incontro oggi, perché mi piace di incontrarlo e di parlarci, noi abbiamo detto alla Giustizia c’è l’ex presidente del Senato Elisabetta Casellati. Su questo c’è l’accordo. Meloni ha suggerito soltanto: c’è Nordio che è bravissimo, vedilo, perché magari ti convinci che è la scelta giusta, ma io sono già convinto della scelta della Casellati, conosco le cose che ci sono da fare come riforma della giustizia» ha dichiarato il Cavaliere. Volendo dimostrare poi che il rapporto tra il leader di Forza Italia e la leader di Fratelli d’Italia è più che pacifico ha assicurato che “non c’è mai stata una distanza con la signora Meloni, ho insistito che tutte le cariche” siano date secondo i numeri emersi dalle elezioni.

La partita dei Ministeri è ancora aperta

In tarda mattinata Giorgia Meloni è arrivata a Montecitorio. Ai giornalisti che aspettavano la leader alla Camera ha spiegato di essere “a ottimo punto” nella formazione del governo a guida FdI.

La squadra dei ministri sarebbe quasi completamente definita, cinque i dicasteri per Forza Italia: per gli Esteri circola il nome di Antonio Tajani, Gilberto Pichetto Fratin dovrebbe sedere al ministero della Transizione ecologica, Casellati alle Riforme, Bernini all’università e Cattaneo alla Pubblica amministrazione. In quota Lega i ministeri delle Infrastrutture, che andrebbe a Salvini, il Mef a Giorgetti, Affari regionali per Calderoli, Centinaio destinato all’Agricoltura, e per la Disabilità i nomi in lizza sono Stefani o Baldassarre. I ministeri di Fratelli d’Italia sarebbero Urso alla Difesa, Nordio alla Giustizia, Fitto agli Affari Ue, Rampelli per l’Ambiente e Musumeci Sud. Piantedosi è il candidato per l’Interno mentre per la Salute in corsa i nomi sono quelli di Rocca, Bertolaso e Moratti. Motivo di discussione in queste ore è la carica di vicepremier che andrebbe a Tajani e Salvini.

Donzelli: su ministro della Giustizia raggiunto l’accordo

Giovanni Donzelli, il responsabile Organizzazione di FdI, ha annunciato che Fratelli d’Italia manterrà i capigruppo uscenti, mentre l’incontro tra la leader e Berlusconi “è stato un incontro per pensare al futuro degli italiani. Negare le incomprensioni sarebbe inutile, ma non è stato un incontro per risolvere le questioni personali. Non credo che Berlusconi abbia chiesto scusa alla Meloni. Si sono concentrati sul futuro dell’Italia, sui dossier aperti e hanno parlato della squadra di governo“.

Donzelli si sbilancia sulla formazione del governo che, dice, sarà “di livello e mi lancio in un pronostico: sarà il governo che nascerà prima, almeno nella storia della seconda repubblica” e sul totoministri ha spiegato che il ministero della Giustizia “a casella è chiusa. Se ne è parlato ed è già stato raggiunto l’accordo“. In merito alla manovra “il governo uscente e il governo entrante si stanno confrontando. Ma la parte centrale della Finanziaria sarà senza riforme, ovvero un discorso di conti già avviato dal governo in carica. Il centrodestra aggiungerà qualcosa, ma la parte consistente del programma di centrodestra non può essere fatta nella finanziaria, o si va fuori dai tempi previsti“. Sottolinea poi che il primo intervento sarà per “le bollette e in sostegno alle aziende e famiglie piegate dalle difficoltà economiche ed energetiche. Questo è il primo tema da affrontare. Prematuro annunciare il dettaglio degli interventi. Attendiamo la trattativa del governo uscente, che sosteniamo, in queste ore in Europa”.

Salvini: Viminale? Mi piacerebbe

Matteo Salvini ha spiegato che i colleghi di colazione Meloni e Berlusconi che si sono incontrati ieri “avranno parlato anche di Giustizia. A me basta che si passi dalle parole ai fatti perché la riforma della giustizia è fondamentale. Io ho stima di Nordio e della Casellati“. Il segretario della Lega è anche ritornato sulle sue ambizioni di sedere nuovamente al Viminale: «ho già fatto il ministro e lo rifarei volentieri». Salvini ha poi spiegato di sostenere anche il prefetto Piantedosi, in lizza per l’Interno, “i decreti sicurezza li abbiamo scritti insieme, lui e io“, ha dichiarato.

Sempre sull’incontro tra Berlusconi e Meloni interviene il dirigente di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli che ha definito “molto importante“. Secondo Rampelli a breve “ci sarà un governo del popolo che lavorerà solo con lo scopo di servire i cittadini, con equità e ridare dignità a una comunità che pare averla persa“. L’Esecutivo affronterà immediatamente da caro bollette e l’intenzione di “produrre ricchezza per poterla redistribuire e diminuire la dipendenza dall’estero su materie prime e manifatture“.

In una nota la Lega spiega: «al di là del nome del ministro, la Lega avrà certamente un ruolo nel dicastero della Giustizia guidato dal centrodestra. Tra i primi dossier da affrontare, anche alla luce dell’arresto del garante dei detenuti del Comune di Napoli, la necessità di un garante per le donne e gli uomini in divisa che lavorano nelle carceri italiane, troppo spesso in condizioni inaccettabili».

di: Flavia DELL’ERTOLE

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