Il leader della Lega riprende Meloni che ribadisce il no a governi arcobaleno
Il centrodestra guarda coeso al 25 settembre e sbarra la porta all’ipotesi di un governo di larghe intese: «dal 26 settembre, se vinciamo governerà il centrodestra» afferma secco Matteo Salvini che, intanto, riporta l’attenzione al presente.
«Altro paio di maniche è mettersi d’accordo oggi per bloccare aumenti di luce e gas – spiega. – Sto inseguendo disperatamente quasi come uno stalker stasera Letta, Renzi e Di Maio». Sul tavolo giace un decreto da 30 miliardi per bloccare l’aumento delle bollette, con Salvini che si dice “disponibile anche oggi pomeriggio ma inspiegabilmente non c’è risposta da sinistra“.
Meloni: sempre stati contrati a governi arcobaleno
Gli fa eco Giorgia Meloni che sigilla il patto del centrodestra: «le larghe intese non hanno prodotto nulla di buono, solo soldi spesi a pioggia, compromessi al ribasso e ingovernabilità» accusa la leader di FdI, che ribadisce: «sempre stata contraria ai Governi arcobaleno e non cambierò idea ora».
Dal Gp di Monza, Giorgia Meloni interviene anche riguardo alla possibilità di raggiungere Palazzo Chigi: «se una una donna arrivasse per la prima volta alla guida del governo, sfido chiunque a dire che non significherebbe rompere un tetto di cristallo».
Tajani: un altro modello Draghi? Irrealizzabile
Anche da Tajani arriva un no secco alle larghe intese sul “modello Draghi”, una possibilità che “non è prevista, non è prevedibile, non è realizzabile. È finita la stagione dei presidenti del Consiglio tecnici. I cittadini sono stati chiamati alle urne. Decideranno loro da che parte vorranno essere governati“.
Critiche al modello Draghi piovono anche da Conte che ammette: «sicuramente ha completato il Pnrr ed è stato portato avanti il piano vaccinale che noi avevamo avviato».
«Un bravo scolaro? Non ho detto questo ma ha comunque completato un percorso già avviato da noi» ricorda però il leader del Movimento che ricorda la discordia con l’Esecutivo sulle spese militari e sulla riforma Cartabia della giustizia.
Poi qualche parola sulla politica estera: «il M5S non ha nulla a che fare con gli amici di Putin – ribadisce ancora una volta ai microfoni di Mezz’ora – e se qualcuno si è permesso di scrivere che potevamo avere qualche suggestione di questo tipo, lo ha fatto calunniandoci».
Quanto all’endorsement ricevuto da Trump: «il giudizio di Trump su di me è che sono una brava persona? E meno male, non c’è mica da dispiacersi. Un altro giudizio è stato che quando sono stato presidente con lui, l’Italia e gli Stati Uniti hanno avuto un buon rapporto: e meno male…».
Berlusconi: via le tasse a chi assume i giovani
La pillola elettorale di Forza Italia presentata oggi da Silvio Berlusconi è dedicata ai giovani e rilancia una proposta dedicata al lavoro.
L’obiettivo annunciato dal Cavaliere è quello di rimuovere tasse e spese contributive ai datori di lavori che, per i primi due anni, assumano un giovane a tempo indeterminato.
«Dobbiamo restituire la speranza per il futuro – spiega Berlusconi. – Dobbiamo aiutarli ad avere un lavoro dignitoso, a potersi comprare una casa, formare una famiglia, crescere dei figli».
«Quando saremo al governo – promette – interverremo affinché il loro stipendio sia almeno di 1000 euro al mese. Non sarà un costo per le aziende, perché l’eventuale maggiore esborso sarà compensato dai tagli sulle tasse e sulle altre spese contributive».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/MATTEO CORNER