Dopo le prove di disgelo condotte da Blinken a Pechino, il presidente Usa torna a provocare la Cina

Se la visita di Blinken a Pechino sembrava aver tracciato la strada per un appianamento dei rapporti fra Stati Uniti e Cina, tra i due protagonisti torna di nuovo la tensione e a fare da miccia è lo stesso Joe Biden. Prendendo parola durante un evento per la raccolta fondi elettorale in California, il presidente ha infatti definito l’omologo cinese un dittatore.

Non risparmia stilettate Biden che torna sulla vicenda dei palloni spia cinesi abbattuti nei cieli statunitensi: «il motivo per cui Xi si è molto arrabbiato quando ho fatto abbattere quel pallone con due vagoni pieni di equipaggiamento di spionaggio – dice il presidente Usa – è che non sapeva che fosse lì».

«No, sono serio – prosegue. – Quello è il grande imbarazzo per i dittatori, quando non sanno cosa è successo. Non doveva andare dov’era. È stato portato fuori rotta attraverso l’Alaska e poi giù attraverso gli Stati Uniti e lui non lo sapeva. Quando è stato abbattuto era molto imbarazzato e ha negato che fosse anche lì».

Biden ha poi dichiarato che “ora siamo in una situazione in cui vuole avere di nuovo una relazione“, ricordando che Blinken “ha fatto un buon lavoro e ci vorrà del tempo“.

Alla domanda se bisogna preoccuparsi della Cina, il presidente conclude la sua frecciata: non troppo, perché starebbe attraversando “reali difficoltà economiche“. In effetti sono gli stessi dati macro del Dragone a confermare quantomeno un rallentamento della macchina cinese che, dopo la pandemia, non ha mai davvero ripreso i ritmi antecedenti. Lo stesso ufficio nazionale di statistica ha ammesso che le basi per la ripresa “non sono ancora solide”. A preoccupare sono soprattutto il dato sulla produzione industriale, rallentata al 3,5%, e quelli sulla disoccupazione giovanile, al livello record del 20,8%.

La risposta di Pechino non si è fatta attendere: la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning ha parlato di giudizi “assurdi e irresponsabili” che minano la “dignità politica della Cina“. Pechino “esprime disappunto e forte opposizione“.

Al commento delle esternazioni di Biden si unisce anche Mosca: il portavoce del Cremlino Peskov ha colto l’occasione per ribadire che “gli Usa conducono una politica controversa e imprevedibile“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/SARAH SILBIGER