Durante il G20 il Segretario di Stato Usa ha incontrato il suo omologo cinese Wang Yi che ha ribadito l’impegno per il “rispetto reciproco”
L’unanime coro di condanne all’invasione russa dell’Ucraina sollevatosi nel corso del G20 si è dovuto scontrare con la dura reazione del Cremlino, il cui rappresentante Lavrov ha lasciato in anticipo il meeting di Bali. Dopo un incontro con il suo omologo cinese Wang Yi, il segretario di Stato Usa Blinken ha voluto rinnovare un appello a Pechino affinché si unisca alla condanna dell’aggressione.
Riferendo di non aver visto “alcun segno” di cooperazione da parte della Russia, Blinken accusa le posizioni tiepide della Cina che non ha mai davvero accusato Putin di un’invasione illegittima.
«Questo è davvero il momento in cui tutti noi dobbiamo alzarci in piedi, come ha fatto un Paese del G20 dopo l’altro, per condannare l’aggressione e chiedere, tra le altre cose, che la Russia permetta l’accesso ai prodotti alimentari bloccati in Ucraina» ha dichiarato Blinken.
Il segretario di Stato ha ribadito di sperare in nuovi colloqui “costruttivi” con Pechino: «in una relazione complessa come quella tra Stati Uniti e Cina, c’è molto di cui parlare» osserva Blinken.
«Il presidente Xi Jinping crede nella cooperazione e nel ‘rispetto reciproco’ tra le due maggiori potenze economiche del mondo – gli fa eco Wang Yi. – La Cina e gli Stati Uniti sono due Paesi principali ed è necessario che mantengano scambi normali».
di: Marianna MANCINI