Zelensky: “fare tutto il possibile per evitare minacce su scala globale”. Olanda: “non è una buona idea vedere i russi che vengono in Europa a fare shopping”
In Crimea, un deposito di petrolio è in fiamme in un villaggio vicino alla città di Dzhankoy. A causa dell’incendio, si è creata una gigantesca colonna di fumo nero.
Un convoglio di auto Aiea si sta dirigendo verso la centrale nucleare di Zaporizhzhia. A confermarlo è il direttore generale Rafael Grossi: “Aiea entrerà nella centrale nucleare di Zaporizhzhia” e, secondo quanto riferito dalla Tass, la previsione è quella di istituire una missione permanente e non fino a sabato.
A colloquio con Grossi, Zelensky ha chiesto di fare “tutto il possibile per evitare minacce su scala globale“, sottolineando la necessità di “un’urgente smilitarizzazione” e del “ritiro dell’esercito russo, la creazione di una zona smilitarizzata e il trasferimento della stazione sotto il controllo dell’Ucraina“.
Ma la zona continua ad essere colpita da incessanti raid: in nottata le forze ucraine hanno compiuto 17 raid d’artiglieria nell’arco di due ore utilizzando armi di grosso calibro prodotte negli Stati Uniti.
Nel frattempo, ieri sera il governo ucraino ha approvato misure per introdurre sanzioni personali contro Kirill, patriarca chiesa ortodossa russa, e altri 7 esponenti della Chiesa, che “sostengono la guerra della Russia contro l’Ucraina” afferma il ministro della Cultura di Kiev, Oleksandr Tkachenko
Da parte dell’Italia, specialmente da Lorenzo Guerini, ministro della Difesa, arriva l’ulteriore conferma di “incondizionato sostegno a Kiev“, ha dichiarato Guerini, sottolineando che “stiamo provvedendo a garantire mirate attività addestrative al personale ucraino per rendere più sicuro l’impiego dell’armamento“.
Intanto, nella zona Meridionale, l’Ucraina fa arretrare la linea del fronte nemico “in alcuni punti” grazie a difese russe “relativamente poco solide“, con la Russia che cercherà di colmare le lacune nella sua linea utilizzando unità mobili di riserva pre-designate.
VISTO RUSSO: SI O NO
Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, rivolgendosi ai colleghi Ue riuniti a Praga che dovrebbero concordare sulla sospensione di un accordo di facilitazione dei visti con Mosca, ha dichiarato che “il tempo delle mezze misure è finito, solo una politica dura e coerente può produrre risultati“, sottolineando che il divieto di visto per i turisti russi “sarà una risposta appropriata alla guerra di aggressione genocida del Cremlino nel cuore dell’Europa, sostenuta dalla stragrande maggioranza dei cittadini russi“.
In merito, l’Olanda afferma che “nella situazione attuale non è una buona idea vedere i russi che vengono in Europa a fare shopping: per noi ha senso limitare l’emissione di visti ma l’unità in Europa è importante dunque dobbiamo farlo a livello di Ue“, afferma Wopke Hoekstra, ministro degli Affari Esteri dei Paesi Bassi.
di: Federico ANTONOPULO
FOTO: EPA/STR