Giuseppe Mariano e Mohamed Elsalih sono stati condannati per la morte di Mohammed Abdullah, 47enne morto nei campi salentini mentre lavorava alla raccolta dei pomodori sotto il sole cocente. Quel giorno l’uomo aveva una polmonite virale ma non era stato visitato
Sono arrivate le condanne per la morte di Mohammed Abdullah, bracciante sudanese di 47 anni deceduto a Lecce nel 2015 nei campi salentini mentre lavorava alla raccolta dei pomodori. Sono stati condannati a 14 anni e 6 mesi Giuseppe Mariano, 82 anni, imprenditore agricolo di Porto Cesareo (Lecce), e Mohamed Elsalih, 42anni, considerato un mediatore per gli arrivi dei rbaccianti stagionali in Salento.
Stando a quanto riferito, Abdullah non aveva contratto legale o garanzie sanitarie. Nel giorno della sua morte, la temperatura sfiorava i 40 gradi. Il medico legale Alberto Tortorella ha dichiarato ai giudici che dall’autopsia è emerso che il 47enne quel giorno aveva una polmonite virale ma non sarebbe stato sottoposto ad alcuna visita medica.
Per Mariano e Elsalih è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici. La Corte, inoltre, ha richiesto il risarcimento danni in favore della moglie di Abdullah e delle altre parti civili, tra cui le organizzazioni sindacali Cgil Lecce e Flai-Cgil Brindisi. Ha, inoltre, ordinato la trasmissione degli atti in Procura in relazione alle dichiarazioni rese da alcuni lavoratori citati come testimoni e ritenute false.
La pubblica accusa aveva chiesto 11 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno per riduzione in schiavitù e omicidio colposo.
di: Francesca LASI
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