I popoli nativi accusano il presidente Bolsonaro di politiche violente e disastrose ai loro danni
Mancano tre giorni alle elezioni che vedranno scontrarsi il presidente Jair Bolsonaro e Luiz Inacio Lula da Silva in Brasile.
L’ultimo sondaggio pubblicato dal gruppo Datafolha vede Lula da Silva in vantaggio con il 50% dei voti validi: si apre dunque la possibilità di una vittoria al primo turno. Il presidente uscente Bolsonaro sarebbe fermo al 36%. Seguono senza apparenti possibilità altri due aspiranti alla presidenza: Ciro Gomes (Pdt) con il 6%, e Simone Tebet (Mdb), con il 5%.
Datafolha ha utilizzato per il suo ultimo sondaggio un campione di 6.800 persone in 332 città, per un’inchiesta che ha un margine di errore del +/- 2% (dati ANSA).
Proseguono gli scontri
Intanto prosegue lo scontro tra il Tribunale superiore elettorale (Tse) ed il partito Liberale sul voto elettronico.
Ieri il partito di Bolsonaro avrebbe fatto circolare un documento in cui afferma che il risultato elettorale può essere truccato. Una posizione che il Tse, organo che si occupa dello spoglio e sorveglia sul corretto svolgimento della campagna elettorale, ha accettato disponendo un’indagine a carico di membri del del partito per la diffusione di un rapporto con informazioni “false” sulla sicurezza dei dispositivi per il voto elettronico.
Secondo quanto disposto dal presidente del Tse, Alexandre de Moraes, il rapporto verrà inviato alla Corte suprema federale (Stf) e sarà incluso nell’inchiesta sulle fake news.
171 indigeni si candidano alle elezioni
171 indigeni scendono in campo per i popoli nativi del Brasile. Sulla scia di “quattro anni catastrofici per i popoli nativi del Brasile”, come riferisce un reportage di France Presse, gli indigeni si starebbero candidando per cariche statali o federali.
I popoli indigeni, infatti, al netto delle promesse di Bolsonaro all’entrata in carica, accusando il presidente uscente di destra di politiche violente e dannose per l’ambiente, disastrose per loro e per la loro terra.
di: Alessia MALCAUS
Aggiornamenti: Micaela FERRARO
FOTO: SHUTTERSTOCK