squalo

La Sea Shepherd Conservation Society annuncia azioni legali

Passo falso online per il ristorante Le Gambaro sull’isola di Levant, al largo della Costa Azzurra. Sui social, infatti, la pagina del ristorante ha pubblicato la foto di uno squalo finito nella rete dei pescatori che forniscono la materia prima al ristorante. Foto che ha generato una bufera mediatica, dato che lo squalo immortalato nello scatto sarebbe, probabilmente, un Mako, specie a rischio di estinzione. A denunciare il fatto è stata la Sea Shepherd Conservation Society, società no-profit che si occupa proprio di tutelare la fauna ittica e gli ambienti marini.

Come riporta Le Figaro gli attivisti sostengono che non sia la prima volta che il ristorante pubblica foto del genere, e anzi “anche nel 2019 Le Gambaro aveva inserito in menù lo squalo Mako“, quando la specie “non era ancora strettamente protetta, ma era già in pericolo di estinzione. Dopo anni di battaglie e trattative, la legge a protezione degli squali Mako è stata approvata, ma questo ristoratore non ha cambiato le sue abitudini irresponsabili e ha continuato a posare con specie protette, orgogliosamente, in scene macabre“.

Nella foto incriminata lo squalo è tenuto in mano da tre persone in cucina e non è stato ancora possibile appurare se si tratti di un Mako e una Verdesca, ma la Sea Shepherd ha annunciato che intende portare il ristorante in tribunale per “pesca e smercio illegale”. Da par sua il ristorante sottolinea che nel suo menù lo squalo non ha mai avuto posto e che riguardo all’esemplare immortalato “è rimasto accidentalmente intrappolato durante la pesca” ed è stato sottoposto a un esame delle autorità, dunque “in attesa della convalida da parte delle autorità, non abbiamo quindi fatto nulla: non c’è modo di cucinarlo“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: PIXABAY