Le elezioni presidenziali nello Stato più popoloso del Centro America sono ancora una volta sotto la lente della giustizia
In attesa del ballottaggio che si terrà in agosto, non si placa il terremoto politico in Guatemala alle prese con le elezioni più complesse degli ultimi anni. Oltre 20 i candidati al primo turno, nessuno dei quali è riuscito a raggiungere la maggioranza assoluta in un Paese, il più popoloso del Centro America, lacerato da scandali e continui attacchi alla democrazia.
Al ballottaggio andranno due candidati di centrosinistra, la moglie dell’ex presidente Álvaro Colom (2008-2011) Sandra Torres, data per favorita, e il leader del Movimento Semilla Bernardo Bernardo Arévalo, rispettivamente al 15 e al 12% al primo turno.
Torres nel 2019 era stata arrestata con l’accusa di aver violato la legge sul finanziamento della campagna elettorale, prima che un giudice archiviasse il caso. Arévalo è il figlio del primo presidente democraticamente eletto nel Paese e il suo risultato ha stupito i sondaggi, ma se la dovrà vedere con la giustizia.
La Procura speciale contro l’impunità infatti aveva chiesto la sospensione del partito Semilla, accusato di aver falsificato le firme necessarie per registrarsi come soggetto politico. Davanti al rifiuto del Tribunale supremo elettorale di cancellare la personalità giuridica del movimento progressista, la Procura ha emesso un mandato di arresto nei confronti di un funzionario.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/Esteban Biba
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