Caporalato

Un’azienda di Fermo è stata perquisita dalla Guardia di Finanza che ha riscontrato una realtà ben diversa da quella descritta dai contratti. I dipendenti erano quasi tutti stranieri richiedenti asilo

Un blitz delle Fiamme Gialle ha sgominato una rete di caporalato a Fermo che vedrebbe coinvolta una società agroalimentare con oltre 50 dipendenti, quasi tutti richiedenti asilo, cui venivano imposti turni da 12 ore senza ferie.

L’indagine è scattata con la denuncia di un ex dipendente dello stabilimento, licenziato per essersi recato al Pronto soccorso in seguito di un grave infortunio verificatosi proprio sul lavoro. Nel corso di diversi accertamenti gli agenti hanno riscontrato gravi irregolarità, con il datore di lavoro che imponeva condizioni inumane approfittando dello stato di indigenza dei lavoratori, quasi tutti stranieri e richiedenti asilo politico.

Nonostante i loro contratti prevedessero un’assunzione per quattro o cinque ore lavorative giornaliere, la maggior parte di loro era costretta a lavorare fino a 12 ore al giorno, con mezz’ora di pausa pranzo e senza la possibilità di ottenere ferie o permessi. Alcuni dei dipendenti alloggiavano anche nell’azienda.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/US POLIZIA