CONCERTO MUSICA

Sono diverse le ragioni alla base dell’aumento dei prezzi

Oltre 280 musicisti della scena internazionale hanno firmato una lettera per sostenere il Fans First Act, una proposta di legge statunitense volta a modificare il sistema di vendita dei biglietti per i concerti e gli eventi dal vivo. L’appello è parte della campagna Fix the Tix, una coalizione di organizzazioni dell’industria degli eventi live e professionisti del settore capeggiata dalla National Independent Venue Association (NIVA) ed Eventbrite.

Sono quasi 300 i firmatari della lettera, tra cui Lorde, Green Day, Cindy Lauper, Billie Eilish, Finneas, Duran Duran, Graham Nash, Fall Out Boy, Train, Nile Rodgers, Jason Mraz, Sia, Becky G, Chappell Roan, ODESZA. «Siamo qui assieme per dire che il sistema è guasto – si legge nella lettera indirizzata alla Commissione Commercio del Senato USA – rivenditori predatori e piattaforme secondarie si impegnano in pratiche ingannevoli di vendita dei biglietti per gonfiare i prezzi e privare i fan della possibilità di vedere i loro artisti preferiti a un prezzo equo. Come artisti e membri della comunità musicale noi contiamo sui tour per il nostro sostentamento. E per noi i fan vengono prima di tutto».

«Noi, in quanto artisti, appassionati di musica e frequentatori di concerti, vi esortiamo a sostenere il Fans First Act per combattere le pratiche di vendita ingannevoli dei rivenditori predatori e le piattaforme secondarie, che traggono profitto da queste pratiche – si legge ancora nella missiva – I rivenditori predatori non dovrebbero essere più redditizi delle persone che dedicano la loro vita alla loro arte».

Ma di cosa si tratta? Il Fans First Act è un disegno di legge proposto da un gruppo di Senatori bipartisan nel dicembre 2023 e sottoposto al Comitato per il Commercio. Si basa su tre punti principali: trasparenza nella vendita dei biglietti, protezione dei consumatori e il contrasto al bagarinaggio, ovvero la rivendita dei biglietti a prezzi smodati. La proposta chiede ai venditori di biglietti di fornire maggiori informazioni sui costi, di rimborsare completamente i fan in caso di annullamento dei concerti e di creare siti web appositi per raccogliere le lamentele dei clienti. Inoltre, il disegno di legge prevede pene per i venditori che non rispettano le regole. Il Fans First Act andrebbe anche a rafforzare il Better Online Ticket Sales Act (o BOTS Act) del 2016, che ha imposto ai bagarini il divieto di utilizzare software per acquistare grosse quantità di biglietti e ha vietato la rivendita di ticket acquistati tramite bot.

«È chiaro che tutti i partecipanti dell’ecosistema degli eventi dal vivo, dagli artisti, ai luoghi, ai fan – ha affermato in una nota il direttore esecutivo della NIVA Stephen Parkeresigono una riforma completa della vendita dei biglietti e una protezione dei consumatori contro le pratiche predatorie di rivendita dei biglietti che hanno profondamente afflitto lo spettacolo dal vivo negli Stati Uniti». Parker ha aggiunto che “il momento per una riforma completa sulla vendita dei biglietti è ora”.

In precedenza Live Nation, società che gestisce la vendita di biglietti per gli spettacoli dal vivo e proprietaria di Ticketmaster, lo scorso dicembre aveva espresso apprezzamento per la proposta di legge.

Bruce Springsteen in concerto a Zurigo, Svizzera, nel 2023 – ANSA/EPA/ENNIO LEANZA

Il dynamic pricing negli Stati Uniti

Sono tanti i fattori alla base dell’aumento dei prezzi dei biglietti dei concerti. Il Fans First Act andrebbe ad aggiungersi agli altri disegni di legge proposti per ottenere pratiche di ticketing più trasparenti come il BOSS and SWIFT Act. Sì, il riferimento è proprio a loro, al “Boss” Bruce Springsteen e a Taylor Swift. E c’entra anche Ticketmaster, accusata di aver costruito un monopolio sulla vendita dei biglietti, soprattutto dopo la fusione con LiveNation del 2010.  Live Nation Entertainment, la società nata dalla fusione tra Live Nation, che si occupa dell’organizzazione di eventi, e Ticketmaster, incaricata della vendita dei biglietti online. Live Nation/Ticketmaster gestisce una grande parte della filiera dell’industria musicale.

Ticketmaster è finita nel mirino per i prezzi esorbitanti dei biglietti relativi ai tour del 2022 dei due artisti. Come si era arrivati a queste cifre mastodontiche (per Springsteen alcuni biglietti sono arrivati a costare cinquemila dollari)? Con il dynamic pricing, un sistema in uso negli Stati Uniti – e finora evitato in Europa e in Italia – che consente al prezzo di un prodotto di variare in base alla domanda. In sostanza, i prezzi vengono alzati o abbassati in base al loro supposto valore di mercato, determinato attraverso l’incrocio di diversi dati. Per quanto riguarda i concerti, solo una parte dei tagliandi messi in vendita è soggetto a questo meccanismo.

Un rappresentante di Ticketmaster ha spiegato che i biglietti per il “Boss” ai quali si applicava il dynamic pricing erano solo il 12% e il costo medio era di circa 260 dollari.

Nel caso di Swift, invece, il sito di Ticketmaster era andato in tilt a causa dell’elevatissima richiesta di biglietti, creando difficoltà ai fan che cercavano di acquistare. Molte persone sono addirittura rimaste senza biglietto nonostante fossero state selezionate per il Verified Fan, un meccanismo di pre-venditache consente adalcune persone selezionate diricevere un codicedi accesso che può essere utilizzato peracquistare i biglietti. . L’idea della piattaforma era quella di contrastare il bagarinaggio ma non ha funzionato, Nel frattempo alcuni biglietti – non esattamente economici in partenza – erano già finiti nei siti di secondary ticketing con cifre improponibili: su StubHub, ad esempio, avevano raggiunto i 22mila dollari.

Molti artisti sono consapevoli dell’utilizzo del dynamic pricing. C’è, però, chi si è detto nettamente contrario come Robert Smith e i Cure, che per il tour del 2023 si sono affidatial programma Verified Fan (”fan certificato”) di Ticketmaster. Nonostante questo i fan della celebre band britannica hanno notato che la piattaforma aveva aumentato alcune commissioni sul singolo biglietto. Dopo un confronto con il gruppo, Ticketmaster ha deciso di offrire un rimborso di 10 dollari a ticket per gli account verificati che avevano acquistato biglietti meno costosi, e uno di cinque dollari per tutti gli altri account che avevano effettuato altri tipi di acquisti.

Oltreoceano il dynamic pricing è stato inserito con la volontà di arginare il secondary ticketing, però, come abbiamo visto, ha contribuito all’innalzamento dei prezzi.

Il cantante e chitarrista dei Cure Robert Smith durante un concerto alla Royal Arena a Ørestad, Copenaghen, Danimarca, nel 2022 – ANSA/EPA/Ida Marie Odgaard DENMARK OUT

Il secondary ticketing

Tra i fattori alla base dell’innalzamento dei prezzi dei biglietti c’è anche il secondary ticketing, che  consiste nella rivendita non autorizzata di biglietti e titoli di accesso ad eventi acquistati dai canali primari ufficiali da bot o persone, che poi li rimettono in vendita a prezzi maggiorati su altri siti, ad esempio Viagogo e lo stesso StubHub.

In Italia nel 2019 l’Agenzia delle Entrate con provvedimento ha recepito la legge Battelli (dal nome del primo firmatario Sergio Battelli), un emendamento alla Legge di Bilancio (n. 145 del 30 dicembre 2018), in base alla quale ogni utente che acquista biglietti online deve essere identificato attraverso convalida OTP (One Time Password, codice inviato via SMS) del proprio numero di cellulare e che possa comprare fino a un massimo di 10 biglietti per eventi con capacità superiore ai 1.000 posti. Per gli eventi con capacità maggiore ai cinquemila posti è necessario il biglietto nominale: è obbligatoria la presenza del nome e del cognome della persona che ha effettuato l’acquisto. In questo caso all’ingresso viene richiesto un documento di identità per verificare la corrispondenza tra le generalità fornite. La normativa si applica solo ai concerti di musica leggera. La pratica del secondary ticketing, però, continua a esistere.

Negli anni l’Agcom (l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) ha multato diverse volte Viagogo. Secondo l’Autorità la società ha venduto o collocato quantità “consistenti” di bigliettisenza le autorizzazioni necessarie, a volte anche a prezzi 10 volte superioria quelli nominali per decine e decine di eventi che hanno avuto luogo nella penisola.

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Ci sono certamente tante altre dinamiche che concorrono all’aumento del prezzo dei biglietti dei concerti, come il costo della location e anche il cachet degli artisti che, in seguito all’avvento dello streaming guadagnano soprattutto dai live più che dai dischi venduti (ance se diversi musicisti hanno cercato di contenere i prezzi dei biglietti per i loro concerti).

Ma la domanda rimane aperta: cosa fare per evitare che andare a un concerto diventi un lusso concesso solo alle persone più abbienti?

di: Francesca LASI

FOTO: SHUTTERSTOCK/MUBASHIR ABBAS ZAIDI