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Il 22 novembre Giuseppe Conte ha inviato mail alle autorità per avvertire di rischi provocati dalle precipitazioni. Intanto proseguono le ricerche delle quattro persone disperse

La Procura di Napoli ha aperto un indagine in merito agli allarmi dell’ex sindaco di Casamicciola, Giuseppe Conte.

Conte ha dichiarato di aver inviato delle mail Pec alle autorità quattro giorni prima della frana che ha provocato la morte di 8 persone. Nelle mail Conte avvertiva dei rischi che gli abitanti di Casamicciola avrebbero corso a causa delle precipitazioni previste. La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per disastro colposo, frana colposa e omicidio colposo a carico di ignoti.

Il comandate provinciale dei Vigili del fuoco di Napoli, Adriano De Acutis, ha dichiarato: «le ricerche dei dispersi proseguono ventiquattro ore su ventiquattro perché in questa fase dobbiamo riuscire a ottenere il massimo risultato nel più breve tempo possibile. Probabilmente abbiamo individuato una zona in cui si possono trovare un paio di dispersi». De Acutis ha inoltre assicurato che “le ricerche continuano dal punto in cui si è scatenata la colata fino al mare perché abbiamo i sommozzatori che stanno lavorando” e ha specificato di voler parlare di “ricerca dispersi e non corpi, perché magari possono essere ancora in vita“.

Il territorio è causa di difficoltà nella ricerca, continua De Acutis: «le strutture sono pericolanti e dobbiamo adottare tutte le misure di sicurezza perché bisogna fare operazioni particolari, ad esempio come il taglio di solai. Dobbiamo essere certi di lavorare in sicurezza» sono a lavoro “squadra altamente professionali addestrate per potere lavorare in determinate condizioni stiamo lavorando con tutte le nostre forze“.

Oggi è iniziato il comitato di coordinamento dei soccorsi nel centro operativo comunale di Casamicciola.

Le parole del ministro Pichetto Fratin

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha dichiarato questa mattina: «il Paese deve darsi delle regole per non andare sempre in deroga, perché si possano avere percorsi certi. Non è neppure una questione di fondi, perché i fondi ci sono. È una questione di procedure. Anche i condoni nascono dal blocco del sistema, da un’illegalità amministrativa che va avanti. Distinguiamo fra alcune situazioni di condono ed essere su luoghi dove c’è il rischio della vita. Bisogna avere il coraggio di fare una valutazione caso per caso».

Le parole del ministro Musumeci

Secondo il ministro per la Protezione civile e le politiche del Mare, Sebastiano Musumeci: «quando parliamo di condono si intende abusivismi ‘accettabili’ e case ‘sanabili’. Come prevede la legge, non c’è quindi nemmeno bisogno di dover fare una nuova legge. Semmai si tratta di accelerare le procedure nei Comuni italiani e in particolare nel Mezzogiorno, giacciono negli armadi centinaia di migliaia di pratiche di sanatoria. I Comuni non sono in condizione di smaltire questa gran mole di lavoro».

Nello Musumeci ha inoltre aggiunto: «non si può essere clementi con chi ha sfruttato il territorio e lo ha aggredito in maniera selvaggia. I sindaci spesso operano in realtà assai ristrette, perché quando si firma una ordinanza per l’abbattimento di una casa, bisogna capire chi c’è dietro a quella casa abusiva, dove a volte c’è anche l’organizzazione criminale, gente spregiudicata e lo Stato deve accanto ai sindaci per evitare di farli sentire soli». Mentre sui sindaci il ministro ha sottolineato che “i sindaci sono nelle trincee, certo c’è qualche sindaco che forse non ha fatto il proprio dovere, sarà la magistratura ad occuparsene se quella condotta costituisce reato. Noi dobbiamo occuparci si evitare che la tragedia di Ischia e tante altre analoghe possano ripetersi“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

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