La 17enne si suicidò dopo un abuso di gruppo, filmato, avvenuto quando aveva 15 anni
Il 18 maggio 2017 Alice Schembri si suicidò lasciandosi cadere vuoto dalla Rupe Atenea. La ragazza, 17 anni, due anni prima era stata abusata da un gruppo di giovani che filmarono le violenze.
Due dei giovani coinvolti nella violenze sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico. Martedì si terrà poi l’udienza preliminare per altri due 26enni, coinvolti nella stessa inchiesta e per i quali il pm della Procura minorile di Palermo, Massimo Russo, ha chiesto il rinvio a giudizio.
Le indagini del caso sono state condotte dai poliziotti della Squadra mobile che riuscirono a venire in possesso del video delle violenze che mostrava l’espresso rifiuto della minore: “non voglio”, “non posso”, “mi uccido”, “mi sento male”. Prima del suicidio, la ragazza, scrisse su Facebook: «nessuno di voi sa e saprà mai con cosa ho dovuto convivere da un periodo a questa parte. Quello che mi è successo non poteva essere detto, io non potevo e questo segreto dentro di me mi sta divorando. Ho provato a conviverci e in alcuni momenti ci riuscivo così bene che me ne fregavo, ma dimenticarlo mai. Il mio pensiero è sempre lì. Non sono una persona che molla, una persona debole, io sono prepotente, voglio cadere sempre in piedi e voglio sempre averla vinta, ma questa volta non posso lottare, perché non potrò averla vinta mai, come però non posso continuare a vivere così, anzi a fingere così».
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: SHUTTERSTOCK