Si tratta di un 27enne disperso dall’agosto 1990. A ritrovare il corpo due alpinisti francesi

I resti trovati lo scorso 26 luglio sul ghiacciaio Stocjkji, a Zermatt, non lontano dal Cervino, appartengono a un alpinista di 27 anni che risultava disperso da 32 anni. Lo hanno accertato i test del DNA condotti dopo il ritrovamento del corpo da parte di due alpinisti francesi.

Nell’agosto del 1990 il giovane alpinista aveva deciso di partire da Chamonix per raggiungere Domodossola, passando attraverso le Alpi del Vallese, in Svizzera. Il 27enne, però, non era mai arrivato a destinazione. All’epoca le ricerche avevano dato esito negativo.

«Il ritiro dei ghiacciai – ha spiegato la polizia cantonale – fa emergere sempre più spesso resti di alpinisti scomparsi da diversi decenni».

I due alpinisti francesi che hanno trovato il corpo, Luc Lechanoine di 55 anni e Vincent Danna di 50, hanno raccontato la vicenda.

«Abbiamo fatto un bel po’ di slalom tra i crepacci. La montagna in questo momento è insidiosa a causa dell’ondata di caldo. A un certo punto abbiamo tolto i ramponi per scendere sulla morena ed è allora che abbiamo visto un mucchio colorato sulla lingua del ghiacciaio Forse borse? Persone? Non si muoveva – ha dichiarato Lechanoine – Con il binocolo non si vedeva chiaramente. Sono andato a vedere. Dovevamo capire se qualcuno avesse bisogno del nostro aiuto. Da vicino ho scoperto uno scheletro in qualche modo mummificato, danneggiato, ma completo. C’era uno zaino blu e rosso. C’era anche un bastone da sci o da camminata di marca Leki, rosa e nero, un pile fucsia e una rudimentale piccozza spezzata in tre. Indossava scarponi in cuoio e dei ramponi con cinghie in pelle, materiale più vecchio del resto. Era in jeans, quindi non proprio attrezzato per la montagna. Doveva essere solo».

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/ ROBERTA MARROLLO