Il ballottaggio ha portato a un recupero del centrosinistra che, complessivamente, ha comunque conquistato meno roccaforti rispetto al centrodestra

Nonostante la bassissima affluenza, la democrazia ha concluso il suo corso eleggendo ieri gli ultimi 65 sindaci d’Italia che non avevano conquistato il primo turno.

I ballottaggi hanno consentito un recupero per il centrosinistra, anche se nel complesso è il centrodestra ad aggiudicarsi il maggior numero di grandi città. Vediamo i nuovi primi cittadini eletti nelle provincie interessate dal voto di ieri.

Alessandria: Giorgio Abonante, centrosinistra

Dopo cinque anni con il centrodestra, il capoluogo piemontese passa al centrosinistra con Giorgio Abonante, sindaco del Pd che si è presentato già dal primo turno insieme al M5S.

Abonante conquista il ballottaggio superando la soglia del 54% anche grazie all’accordo stretto con Giovani Barosini, il candidato di Calenda.

Barletta: Cosimo Cannito, centrodestra

Con il 65,03% dei voti è stato eletto sindaco di Barletta Cosimo Cannito del centrodestra, appoggiato da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e cinque liste civiche. 71enne, medico, Cannito è stato primario del pronto soccorso fino al 2018, quando fu eletto sindaco per la prima volta.

Nel 2021 era stato sfiduciato in consiglio comunale e oggi la riconferma da parte del suo elettorato che lo ha preferito alla candidata del centrosinistra Santa Scommegna.

Carrara: Serena Arrighi, centrosinistra

«Carrara è una città legata ai valori di centrosinistra e la coerenza dell’iniziativa politica ci ha premiati»: così la neoeletta sindaca del Pd Serena Arrighi. La nuova prima cittadina deve la vittoria anche al sostegno ricevuto dal sindaco uscente Angelo Zubbani, che governa la città dal 2007 e che contrariamente al primo turno ha appoggiato Arrighi al ballottaggio.

Catanzaro: Nicola Fiorita, centrosinistra

Altra vittoria del centrosinistra a Catanzaro dove, contro ogni pronostico, ha vinto Nicola Fiorita, candidato comune di Pd, M5S e alcune civiche che si attesta sul 58,24%. L’avversario del centrodestra Valerio Donato aveva con sé anche l’appoggio di alcuni esponenti del centrosinistra e si è fermato al 41,41%.

«Il mio primo pensiero, da primo cittadino, è per i tanti abitanti che vogliono delle risposte. E le vogliono presto – ha dichiarato a caldo il neoeletto sindaco. – Adesso dovremo dare, tutti insieme, le risposte che la città si attende».

Como: Alessandro Rapinese, civico

A Como la vittoria è del civico Alessandro Rapinese che ha ottenuto il 55,40% delle preferenze contro Barbara Minghetti, candidata del centrosinistra. Rapinese, che ha escluso il centrodestra dal secondo turno, riesce a sfondare al terzo tentativo in 15 anni con una rimonta inaspettata.

La proposta “alternativa” di Rapinese, agente immobiliare 46enne e consigliere comunale dal 2008, prima con il incarnandone il senso di protesta e la critica nei confronti dei partiti.

Cuneo: Patrizia Manassero, centrosinistra

A Cuneo, dove si è registrato il 36,73%, per la prima volta storia della città ci sarà un sindaco donna. Patrizia Manassero ha sconfitto il candidato di centrodestra Civallero. L’ex senatrice ha assicurato una squadra “in continuità con il passato e con l’amministrazione uscente di Federico Borgna, ed è pronta ad affrontare le sfide di questo tempo“.

Manassero è stata eletta senza il supporto dei 5 Stelle che per la prima volta è rimasto escluso dal consiglio comunale.

Frosinone: Riccardo Mastrangeli, centrodestra

Con oltre il 55% delle preferenze a Frosinone viene confermato il centrodestra con il nuovo sindaco Riccardo Mastrangeli che aveva sfiorato già la vittoria al primo turno. Subito dopo la chiusura delle urne in città esplodono i festeggiamenti, fuochi d’artificio annessi.

Lucca: Mario Pardini, centrodestra

Nella provincia di Lucca vince il centrodestra con Mario Pardini, eletto sindaco con il 51,03% dei voti; si tratta però di una vittoria al cardiopalma, che lo separa dallo sfidante del centrosinistra Francesco Raspini per appena 685 voti.

Ne prende subito atto il primo cittadino che, per prima cosa, dichiara: «bisogna partire dal fatto che la città è divisa in due: il mio impegno massimo sarà quello di ascoltare tutti, di essere il sindaco di tutti, nell’interesse dei cittadini»

Monza: Paolo Pilotto, centrosinistra

Il fortino brianzolo e azzurro lascia il posto al centrosinistra che ha eletto il suo candidato sindaco Paolo Pilotto. Docente di 62 anni e vicepreside del liceo Zucchi, Pilotto non spezza l'”incantesimo” della città dove nessun sindaco è mai stato eletto per due mandati consecutivi.

Anche a Monza mai così bassa l’affluenza: ha votato il 36,82% degli aventi diritto. Pilotto ha vinto senza l’appoggio dei 5 Stelle che si sono ritirati dopo il primo turno senza dare indicazioni di voto.

Parma: Michele Guerra, centrosinistra

Fra le vittorie più nette del centrosinistra c’è quella di Michele Guerra a Parma. L’ex assessore alla cultura della giunta Pizzarotti ha consentito di recuperare l’eredità della vecchia amministrazione promuovendo al contempo l’alleanza con il Pd che dopo 10 anni abbandona gli scranni dell’opposizione e può tornare a Governare la città.

Piacenza: Katia Tarasconi, centrosinistra

Pur con un’affluenza molto bassa (42,2%), oltre dieci punti in meno rispetto alla già non altissima partecipazione del primo turno, a Piacenza vince la consigliera regionale del Pd Katia Tarasconi che sconfigge la sindaca uscente Patrizia Barbieri del centrodestra.

Verona: Damiano Tommasi, centrosinistra

Ex giocatore della Roma e della nazionale di calcio, il candidato di centrosinistra Damiano Tommasi è il nuovo sindaco di Verona grazie al 53,34% dei consensi ottenuto al ballottaggio contro Federico Sboarina del centrodestra, sulla cui sconfitta ha pesato anche l’uscita di Flavio Tosi, candidato di Forza Italia sostenuto da 9 liste. A decretare la sconfitta del centrodestra è stato anche e soprattutto il mancato apparentamento fra le due anime, quella forzista e quella dell’alleanza fra Lega e FdI.

Viterbo: Chiara Frontini, centrosinistra

Anche a Viterbo si è consumata una sfida tra donne che ha visto prevalere co netto vantaggio la candidata di centrosinistra e M5S Chiara Frontini, con il 64,92% rispetto al 35,08% dell’assessore del Lazio Alessandra Troncarelli, centrodestra.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ETTORE FERRARI