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L’imputato è accusato di corruzione, rivelazione del segreto d’ufficio, soppressione di atti, falso e violazione del codice in materia di protezione dei dati personali

La Procura di Roma ha avanzato la sua richiesta in merito al processo intentato nei confronti dell’ex responsabile del commissariato di polizia di Ostia Antonio Franco. Chiesti 14 anni.

Franco è accusato di corruzione, rivelazione del segreto d’ufficio, soppressione di atti, falso e violazione del codice in materia di protezione dei dati personali.

Secondo le prime indagini degli inquirenti, partite nel 2017, in un periodo compreso fra il 2009 e il 2016 Franco avrebbe favorito il titolare di una sala giochi sul litorale ostiense, fornendogli il suo supporto per il “disbrigo di pratiche amministrative” e comunicazioni su “imminenti controlli”. In cambio, Franco avrebbe ricevuto un affitto mensile di un appartamento in viale Paolo Orlando.

Secondo l’accusa Franco avrebbe interceduto anche affinché fra i frequentatori del locale non comparisse Ottavio Spada, detto Marco, nipote del boss Carmine detto “Romoletto” e di Roberto Spada. Sembra anche che lo stesso locale fosse frequentato anche da Roberto Pergola, ex banda della Magliana.

In questa inchiesta oltre a Franco e a Mauro Carfagna, titolare del locale di scommesse, siedono al banco degli imputati anche quattro ex agenti del medesimo Commissariato di Ostia, accusati di violazione dei propri doveri inerenti alla funzione, e un avvocato.

Nell’inchiesta sono coinvolte anche le due società riconducibili allo stesso Carfagna, Romana Slot e Star Games.

Nel 2016 Franco era già stato condannato con rito abbreviato a quattro anni per le accuse di peculato e falso. In quell’occasione l’agente era stato accusato di aver utilizzato una Smart assegnatagli dal Commissariato per scopi personali.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EMANUELE VALERI