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Xi Ji-Ping tenta di convincere gli anziani, ma la popolazione è scettica

Il governo centra cinese ha rinnovato la sua campagna vaccinale nel tentativo di gestire l’ondata di infezioni che sta riguardando tutta la Cina dopo l’allentamento della cosiddetta strategia “zero-Covid”. A rifiutare la vaccinazione sono soprattutto gli over 60. Li Liansheng, 64 anni, si dice indeciso a sottoporsi alla quarta dose di richiamo perché un suo amico ha sofferto di febbre e coaguli di sangue dopo aver ricevuto l’iniezione: «sto aspettando, non siamo ancora sicuri dell’efficacia – ha detto – se i vaccini non vengono aggiornati come facciamo a sapere che sono utili?». Un timore che però mette i nosocomi di Pechino e delle altre maggiori città cinesi in una situazione drammatica, con decine e decine di ricoveri ogni giorno. Dall’8 gennaio, inoltre, sarà abolita la quarantena per i cittadini cinesi e stranieri in ingresso nel paese. Lo ha annunciato il governo.

La situazione non è drammatica solo sotto il profilo sanitario: i numeri dicono che l’economia cinese si trova in un periodo di crisi, anche a causa delle infezioni che tengono in isolamento molti lavoratori impedendo alle fabbriche di lavorare a pieno regime. Di questo passo il covid potrebbe diventare non solo una pandemia sanitariamente pericolosa, ma anche un morbo economico che indebolisce la presenza diplomatica e geopolitica cinese sul piano internazionale. Secondo una stima della società di ricerca inglese Airfinity, riportata da Bbc, l’epidemia di Covid in Cina dopo l’allentamento delle restrizioni sta provocando almeno 5.000 morti e oltre un milione di contagi al giorno.

di: Caterina MAGGI

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