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L’intelligenza artificiale per aiutare gli anziani isolati

Un robot per amico: è il progetto a cui sta lavorando un team di ricercatori delle università di Auckland, Duke e Cornell, che prevede di potenziare i robot con l’IA in modo che possano aiutare ad alleviare “l’epidemia di solitudine” soprattutto per gli anziani.

Murali Doraiswamy, professore di psichiatria e geriatria alla Duke University e membro del Duke Institute for Brain Sciences, spiega: «tutte le ricerche, ad oggi, indicano che avere un vero amico è la soluzione migliore per la salute e il benessere. Ma fino a quando la società non darà priorità alla connessione sociale e all’assistenza agli anziani, i robot sono una soluzione per i milioni di persone isolate».

Secondo il Survey Center on American Life il numero di americani senza amici intimi è quadruplicato dal 1990. L’aumento della solitudine e dell’isolamento sociale può comportare gravi conseguenze: aumento del rischio di malattie mentali, obesità, demenza e morte prematura.

L’Intelligenza artificiale può essere un aiuto in questo senso, come spiega Elizabeth Broadent, professoressa di medicina psicologica, riportata da AGI: «l’intelligenza artificiale offre interessanti opportunità per dare ai robot maggiori capacità di costruire connessioni sociali. Ma dobbiamo stare attenti a costruire regole per garantire che siano morali e affidabili». L’IA di ultima generazione come ChatGPT, che si basa su modelli linguistici di grandi dimensioni, permette ai robot di impegnarsi in conversazioni più spontanee e di imitare le voci di vecchi amici e persone care che sono morte. I medici sono d’accordo, tanto che il 70% ritiene che le compagnie assicurative dovrebbero coprire il costo dei robot da compagnia se si dimostrassero davvero un efficace sostituto di amicizia.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA