Lo studio è stato effettuato su cinque ciocche di capelli conservate del compositore, che non sarebbe morto per avvelenamento da piombo come ritenuto in precedenza
Cinque ciocche di capelli gelosamente conservate da alcuni collezionisti potrebbero chiarire una volta per tutte il mistero sulla morte di Beethoven. Un gruppo di ricercatori è infatti alle prese con l’esame del Dna di uno dei compositori classici più grandi di sempre, morto il 26 marzo 1827 all’età di 56 anni.
Al centro delle analisi ci sono le cause esatte del prematuro decesso di Beethoven, mai definitivamente acquisite.
Lo studio, condotto da un gruppo di ricerca internazionale guidato dal Max Planck Institute e dall’Università di Cambridge, è stato pubblicato sulla rivista Current Biology. Secondo i ricercatori Beethoven sarebbe morto a causa di una cirrosi.
Un’ipotesi che smentirebbe la versione precedentemente riconosciuta sulla morte di Beethoven, ossia l’avvelenamento da piombo. In particolare, le analisi dei capelli del compositore, risalenti ai suoi ultimi 7 anni di vita, avrebbero dimostrato una serie di disturbi gastrointestinali cronici imputabili a diversi fattori.
Fra questi, gli esperti ipotizzano celiachia e intolleranza al lattosio, ma anche fattori genetici di rischi di malattie al fegato. A questo, si aggiungerebbe un ingente consumo di alcol che avrebbe portato Beethoven a contrarre nei suoi ultimi mesi di vita anche l’epatite B.
I capelli oggetto delle indagini sulla morte di Beethoven sono stati sottoposti a test di autenticazione che hanno contribuito a smentire la precedente ipotesi dell’avvelenamento da piombo. Sembra infatti che una delle ciocche precedentemente attribuite a Beethoven, la cosiddetta “ciocca Hiller” dal nome del musicista 15enne che l’avrebbe staccata direttamente al compositore appena morto, appartenesse invece a una donna.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/CHRISTIAN BRUNA