Un unico continente dalle temperature inabitabili: è così, in poche parole, che i ricercatori di Bristol prevedono il futuro del nostro pianeta

Un supercontinente arido e inabitabile: sarebbe questa la triste sorte del nostro pianeta. Anche se, secondo uno studio pubblicato su Nature dai ricercatori dell’Università di Bristol, bisognerà aspettare 250 milioni di anni o giù di lì prima che l’umanità possa definitivamente tirare i remi in barca.

Grazie ad un supercomputer, gli scienziati britannici hanno proiettato nel lungo periodo gli attuali modelli climatici. Il risultato che emerge da questa simulazione è desolante, più che apocalittico.

Partiamo dalle temperature, talmente alte da costituire un habitat abitabile per quasi tutti i mammiferi, incapaci di esporsi costantemente al calore estremo. Le aree del pianeta effettivamente popolabili si ridurrebbero all’8% della superficie terrestre, che al momento abitiamo per il 66%, con temperature “mediamente più calde di 25-30 gradi centigradi rispetto a quelle attuali” come spiega il geografo Alexander Farnsworth.

Alex Farnsworth and Chris Scotese

Non solo: gli scienziati suppongono che fra 250 milioni di anni avrà termine un’altra deriva di continenti, così da formare quella che hanno definito la “Pangea Ultima”, ossia un unico grande blocco terrestre circondato dall’oceano e agglomerato all’altezza dell’equatore.

A riscaldare ulteriormente la Terra sarebbero principalmente due fattori. Il primo è il “cambiamento” del Sole: invecchiando, la nostra stella emetterebbe più energia (il 2,5% in più, con esattezza) e dunque più calore. In secondo luogo, il movimento delle placche terrestri aumenterebbe anche la frequenza delle eruzioni vulcaniche: dunque, più anidride carbonica nell’aria, con tutti gli effetti che ormai abbiamo imparato a conoscere.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/Alex Farnsworth and Chris Scotese