Il leader popolare cerca la fiducia ma non ottiene la maggioranza assoluta. Venerdì il secondo voto
Come ampiamente previsto, salta il primo banco di prova per il mandato esplorativo di Alberto Nunez Feijòo a caccia di fiducia in Parlamento. Il primo voto del 27 settembre, secondo giorno di consultazioni, non ha conferito la maggioranza assoluta al leader del PP, che ottiene 172 voti, quattro in meno rispetto al necessario.
Come previsto dalla Costituzione spagnola, la prima votazione richiedeva infatti la maggioranza assoluta, numeri alla mano un obiettivo poco credibile. Ora il leader del partito popolare punta al secondo voto, venerdì 29, quando sarà sufficiente la maggioranza semplice.
Ad ogni modo, l’esito delle elezioni non lascia nulla per scontato: nel caso in cui Feijòo non dovesse ottenere nemmeno la maggioranza semplice, l’incarico potrebbe passare all’attuale premier Pedro Sanchez che testerà a sua volta la fiducia dell’arco parlamentare.
È decaduta dunque la proposta di accordo avanzata da Feijòo al primo ministro uscente. Il presidente del PP aveva chiesto al leader dei socialisti due anni per approvare 6 patti di Stato e poi tornare alle urne, ma Sanchez sarebbe intenzionato a fare almeno un tentativo di mediazione per recuperare la fiducia. Mediazione che passerebbe per gli indipendentisti catalani cui l’ex primo ministro vorrebbe concedere l’amnistia.
Una proposta giudicata “inaccettabile giuridicamente ed eticamente” da Feijòo. Durante il voto in aula esplode la bagarre e i popolari accusano Sanchez: “vigliacco” si alzano in coro dopo la sua decisione di non prendere la parola in favore del deputato Oscar Puente.
Se entro due mesi da oggi i partiti non dovessero trovare un accordo per formare il Governo, il re Felipe VI scioglierà le Camere e rimanderà il Paese alle urne.
di: Marianna MANCINI
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