Tra le tematiche l’immigrazione, la guerra e la sicurezza economica
La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del prossimo Consiglio Europeo, ha portato oggi, mercoledì 28 giugno, in aula. Il testo, votato per parti separate, è stato totalmente accolto dall’Assemblea di Montecitorio.
La premier, nel corso della mattinata, ha toccato diversi argomenti.
Sul tema immigrazione: «al consiglio europeo di febbraio scorso è stato riconosciuto che la migrazione è una sfida europea e che quindi richiede sforzi europee. Se non si affronta il problema prima che giunga sulle nostre coste, è impossibile legalizzare una politica giusta. Non ci possono essere trafficanti senza scrupoli che lucrano sulle vite umane decidendo chi entra ed esce in Europa. Bisogna mantenere alta l’attenzione europea coniugando la lotta ai trafficanti. Se si vuole affrontare alla radice il problema dell’immigrazione bisogna porsi come obiettivo lo sviluppo dell’Africa. L’obiettivo è quello di garantire prosperità, pace e amicizia. Mi unisco al cordoglio per la tragedia al largo delle coste greche».
Meloni poi continua sul tema Nato: «in vista di un altro importante appuntamento, ovvero il vertice Nato di luglio, è previsto un incontro di lavoro con Stoltenberg con il quale potremo confrontarci sui temi della sicurezza globale ed europea. Lì il consiglio ribadirà l’impegno dell’unione con alleanza atlantica per lavorare al rafforzamento dell’industria europea. Il Consiglio europeo dovrà essere in grado di difendere imprese e cittadini».
Riguardo il conflitto la premier continua a ribadire il sostegno dell’Italia all’Ucraina. «L’Italia ha seguito con molta attenzione la situazione della guerra in Ucraina. La chiara posizione del governo italiano è riconosciuta e apprezzata dai nostri partner e rafforza i legami con i diversi Paesi. Ribadisco poi la mia ferma convinzione che difendere ucraina significa difendere interesse nazionali. Se noi non avessimo aiutato gli ucraini oggi, ci troveremo in un mondo nel quale alla forza del diritto si sostituisce il pensiero del più forte».
«La guerra ha avuto un impatto evidente sull’economia del continente. Sono fondamentali quindi i segnali economici per rassicurare un vero sostegno a tutte le imprese del pianeta. È sotto gli occhi di tutti come senza finanziamenti europei si rischi soltanto di aumentare le disparità favorendo alcuni paesi a discapito di altri».
La presidente del consiglio ha poi parlato del pacchetto di sostegno a Tunisi: «nelle missioni del 6 e dell’11 giugno mi sono impegnata perché l’Europa mantenesse alta l’attenzione sulla stabilità della Tunisia. Il lavoro continua in queste ore per giungere a un pacchetto europeo a sostegno di Tunisi».
Il Consiglio europeo del 28 e del 29 giugno si occuperà anche di sicurezza economica, intesa come promozione di competitività e crescita, sviluppo di realtà industriali anche sul territorio italiano e tutto quell’approccio che riguarda la difesa e il controllo delle catene produttive.
Anche le relazioni internazionali saranno al centro del dibattito: «è prevista una discussione sulle relazioni con la Cina. Il futuro delle relazioni con Pechino è un grande tema di dibattito. Sul piano geopolitico la Cina è diventato interlocutore imprescindibile riguardo i rapporti internazionali. È evidente che non possiamo affrontare sfide come quella climatica gravando solo sulle nostre economie. Vogliamo quindi percorrere con la potenza cinese un rapporto equilibrato e non ostile».
Nelle conclusioni Meloni ha parlato dell’Italia come un Paese forte e affidabile: «oggi l’Italia viene riconosciuta come una nazione forte e affidabile. Lo dico con orgoglio anche pensando ai molti che scommettevano che sarebbe stata isolata a livello internazionale. Un’Italia forte e credibile significa un paese capace di affermare i bisogni dei suoi cittadini».
La replica al Senato
Nella replica al Senato la premier ha affrontato la questione del Pnrr, affermando che “le contestazioni della Commissione europea non sono riferibili a noi”.
Meloni ha, poi, parlato della Via della Seta. «Credo si ricordi la mia posizione. Come ho affermato e ribadisco si possano avere ottime relazioni con la Cina senza far parte di un piano strategico – ha dichiarato – Dopo di che le valutazioni sono in corso, c’è tempo per modificare, la questione va maneggiata con delicatezza, cura e rispetto e anche coinvolgendo il Parlamento: su questioni così delicate meglio non premere per accelerare ma per trovare soluzioni le più valide possibili nella difesa del nostro interesse».
Anche Palazzo Madama ha approvato al risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della presidente del Consiglio. Sono stati 94 i sì, 28 i no e 35 gli astenuti. Sono stati approvati, inoltre, con votazioni per parti separate, i punti delle risoluzioni di Pd e Azione-Italia Viva su cui l’esecutivo ha espresso parere favorevole. Bocciate, invece, le risoluzioni di M5S e di Avs: il governo ha espresso parere contrario.
di: Alice GEMMA
aggiornamenti di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI