Il Parlamento europeo sta vagliando una proposta comunitaria per uniformare la legge nei vari Stati
Mentre in Italia la decisione della procura di Padova di impugnare 33 atti di nascita di bambini con due mamme sta facendo discutere, in Europa la situazione è ben diversa.
In Italia, a causa del vuoto normativo, i singoli comuni possono decidere, come fatto dal sindaco Sergio Giordani, di riconoscere ai bambini nati all’estero con fecondazione eterologa gli stessi diritti dei figli di coppie eterosessuali e vengono riconosciuti come figli, in questo caso, di due madri di cui solo una è quella biologica.
In 13 Paesi dell’unione europea è legale l’adozione congiunta da parte di coppie dello stesso sesso, mentre in altri quattro Paesi è prevista una normativa che limita la possibilità di adozione fissando alcuni requisiti specifici.
Dal 2001 le adozioni congiunte delle coppie omogenitoriali è legale nei Paesi Bassi, dal 2003 in Svezia e dal 2005 in Spagna. A seguire è stata resa legale nel 2006 in Belgio, nel 2010 in Danimarca, nel 2013 in Francia, nel 2014 a Malta e l’anno seguente in Lussemburgo. Nel 2016 è stata resa legale in Austria, Irlanda e Portogallo mentre in Finlandia e Germania è arrivata l’anno successivo.
Dal 2011 in Slovenia è previsto che un membro della coppia possa adottare il figlio biologico del partner, mentre in caso di bambino adottato è possibile farlo solo in alcuni casi specifici. Nel 2016 l’Estonia ha adottato una politica simile, mentre in Croazia dal 2014 la legge stabilisce che le coppie omogenitoriali possano diventare tutori legali del bambino.
Situazione ancora diversa in Grecia, dove è previsto che i componenti della coppia che abbiano contratto un’unione civile possano avere in affido, senza la possibilità di adottare, un bambino.
L’Eurocamera sta valutando una proposta comunitaria di regolamento sul riconoscimento della genitorialità, così da poter uniformare le leggi nei vari stati europei, il provvedimento all’esame della commissione giustizia del Parlamento europeo osserva che “il rifiuto di riconoscere la registrazione di genitorialità aumenta il rischio di rendere un bambino apolide, o può comportate il rifiuto a un genitore di ottenere il permesso per una visita in caso il figlio sia ospedalizzato“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
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