Il Governo ribadisce la linea dura. Piantedosi parla di una “campagna anarchica internazionale contro lo Stato”
Dopo il Cdm di lunedì 30 gennaio, i ministri dell’Interno, degli Esteri e della Giustizia spiegano oggi all’opinione pubblica la “linea dura” stabilita sul caso Cospito, trasferito ieri sera nel carcere Opera di Milano per ricevere cure mediche specializzate, dopo oltre 100 giorni di sciopero della fame.
Per la prossima fase cruciale bisognerà attendere il 7 marzo, quando la Cassazione è chiamata all’esame del ricorso presentato dal legale di Cospito.
La questione del suo differimento dal 41 bis, ha spiegato Nordio in conferenza stampa, è “prerogativa del ministro della Giustizia” ma “transita attraverso un parere delle autorità giudiziarie, che sono l’antimafia, il giudice di sorveglianza e il pm che segue il processo in corso, che pende davanti alla Cassazione e sospeso per il ricorso avanzato dalla difesa. Ieri è arrivata una richiesta ufficiale del pg di Torino che chiede di essere sentito. Attendiamo il suo parere».
Il Guardasigilli, ricordando che l’anarchico sta scontando una pena definitiva a 30 anni, ha ribadito che il suo trasferimento a Milano “non è un minimo cedimento dello Stato ma il riconoscimento che una cosa è la doverosa espiazione della pena ma altro l’assoluta tutela della salute, che è un principio sacro e inderogabile“. Nordio tiene però il punto sul 41 bis: «contro la violenza non si tratta». Anche il ministro degli Esteri Tajani, coinvolto anche per le rappresaglie anarchiche contro sedi diplomatiche italiane in Europa, a Berlino e Barcellona, ha ribadito che il regime detentivo di Cospito non è cambiato nella struttura milanese.
«L’ondata di gesti vandalici – prosegue ancora Nordio – prova che il legame tra il detenuto e i suoi compagni rimane e tenderebbe a giustificare il mantenimento del 41 bis».
«Non ci faremo condizionare dalle violenze» ha ribadito anche Piantedosi, che ha parlato di una vera e propria “campagna anarchica internazionale contro lo Stato“, assicurando un innalzamento del livello di attenzione.
Il Pg di Torino fa chiarezza
Nel dibattito interviene anche il procuratore generale di Torino Francesco Saluzzo che in una nota tenta di correggere “resoconti estremamente inesatti” sulla vicenda. «La posizione processuale di Alfredo Cospito – spiega il magistrato – non ha nulla a che vedere con quella che viene chiamata impropriamente misura del 41 bis». A Torino infatti l’anarchico è imputato nell’appello bis dell’inchiesta Scripta Manent e non sta scontando “un ergastolo ostativo“, né “è già stato condannato al carcere a vita“. L’inchiesta riguarda l’attacco esplosivo contro la scuola allievi dei carabinieri di Fossano del 2006. In questo processo Cospito è imputato insieme ad Anna Beniamino per strage politica; sul caso il Tribunale di Torino è stato richiamato dalla Cassazione ad un ricalcolo peggiorativo della pena. Gli altri 14 imputati hanno invece ricevuto condanne definitive fino a 20 anni (la Consulta ha respinto i loro ricorsi).
Gli anarchici rispondono al no di Nordio
Le conseguenze del “no” di Nordio a una revoca del 41 bis all’anarchico Cospito sono state immediate: già nella notte fra lunedì 30 e martedì 31 gennaio, la scritta “41 bis=tortura” è comparsa su un muretto di piazza Marcello Torre, nel Centro direzionale a pochi metri dal Palazzo di Giustizia di Napoli.
In giornata una mail anonima degli anarchici ha rivendicato anche il lancio di molotov contro le cinque auto della Polizia avvenuto ieri a Milano.
Rivendicazioni anche dagli anarchici tedeschi: «è un buon risultato che il ministro degli Esteri italiano stia ora valutando di aumentare la sicurezza per il suo personale dell’ambasciata. Sosteniamo il loro totale isolamento» si legge in un messaggio diffuso dalla cellula tedesca degli Uccelli Neri che ha confermato la paternità dell’attacco incendiario all’automobile di Luigi Estero, primo consigliere dell’ambasciata d’Italia a Berlino.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA