Le condizioni peggiorano, rischia un edema cerebrale; arrestato l’autore degli imbrattamenti di Barcellona
Le condizioni di Alfredo Cospito, l’anarchico in sciopero della fame contro il 41 bis nel carcere di Milano Opera, sono sempre peggiori. Se non interromperà il digiuno, potrebbe avere un edema cerebrale. Lo dice il medico che l’ha visitato oggi nella casa circondariale. Ieri il ministro della Difesa Carlo Nordio aveva rifiutato di sollevare dalla situazione carceraria dell’anarchico il regime di 41bis. Il 6 Febbraio scorso però il ministero ha mandato una richiesta di chiarimenti al comitato nazionale di bioetica
Cospito pesa 71 chili ed è a rischio di edema cerebrale e aritmie cardiache potenzialmente fatali, ma “è determinato ad andare avanti con la protesta. E’ lucido e cammina sulle proprie gambe”. Il consulente sanitario, che riferisce alla difesa di Cospito, ha definito le condizioni “serie”. “I parametri tengono ma basta poco perché la situazione precipiti senza dei segni particolari di allarme” ha aggiunto.
In serata è giunta la notizia del trasferimento di Cospito del carcere di Opera al reparto di medicina penitenziaria dell’ospedale San Paolo di Milano.
La notizia, riportata da Ansa, è stata appresa da fonti del Dap e giudiziarie, che riportano anche che l’anarchico sarebbe in una delle camere riservate ai detenuti al 41bis, a disporre il suo trasferimento è stato il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, su indicazione dei sanitari, “in via precauzionale”.
Manifestazioni a sostegno di Cospito, scontri con la polizia a Milano
Circa 200 persone si sono radunate in piazza XXIV Maggio a Milano per manifestare a sostegno dell’anarchico incarcerato.
In testa al corteo uno striscione recita: «contro il 41 bis per un mondo senza galere libertà per tutte e tutti». Poco dopo la partenza del corteo, che è diretto in piazzale Lodi, alcuni gavettoni e alcuni fumogeni sono stati lanciati verso i giornalisti. Le tensione poi si è alzata quando all’altezza dell’università Bocconi una vetrina della banca Credit Agricole è stata danneggiata.
In viale Sabotino la polizia si è schierata con un cordone di sicurezza per bloccare l’avanzata del corteo, qui i manifestanti si sono scontrati con la polizia che ha effettuato almeno quattro cariche. Sono stati lanciati petardi e bottiglie, la polizia ha sparato lacrimogeni contro le prime file del corteo. Danneggiati alcuni cestini, piante, tavolini dei locali e vetrine, oltre ad auto, motorini e biciclette parcheggiati.
A seguito degli scontri con la polizia sono stati fermati 11 manifestanti. I poliziotti feriti sono 6.
Piantedosi: massima attenzione, ma nessun episodio grave
In occasione della conferenza stampa seguita alla riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è tenuta a Torino, Matteo Piantedosi ha parlato della situazione legata alle azioni degli anarchici.
Secondo il ministro dell’Interno “c’è una situazione di massima attenzione in tutte le direzioni dovuta non solo agli ultimi episodi ma, con molto equilibrio, devo dire che non abbiamo certezza di episodi gravi dietro l’angolo“. Ha proseguito il ministro: «è un elemento di grande attenzione, ma da sempre in questi mesi e settimane i casi oggetto di cronaca hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica il fenomeno dell’anarchismo, ma le sollecitazioni che venivano da quella galassia sono state sempre all’attenzione dei professionisti delle forze di polizia».
Piantedosi ha assicurato che “le manifestazioni che ci sono state le abbiamo affrontate e mi sento di confidare che a partire dalle manifestazioni in programma domani a Torino e altrove ci sono i presupposti perché possa andare tutto bene“.
Arrestato il responsabile dei vandalismi di Barcellona
Nel mentre gli agenti della polizia catalana hanno individuato il presunto capo del gruppo di persone incappucciate che ha partecipato agli atti vandalici contro il consolato italiano a Barcellona. Il gruppo, la sera del 27 gennaio, ha imbrattato la sede del consolato con diversi graffiti di solidarietà all’anarchico, lanciato vernice e rotto i vetri della porta di accesso con un martello.
di: Caterina MAGGI
FOTO: ANSA / CIRO FUSCO