La premier presenta il primo decreto legislativo approvato oggi nel Consiglio dei Ministri, che ha approvato anche le nomine di sottosegretari e viceministri
Giorgia Meloni presenta in conferenza stampa l’esito del primo Consiglio dei ministri del nuovo Governo. Un vertice di gabinetto che ha riguardato la Giustizia, il Covid e una stretta sui Rave Party. Il Cdm ha anche riguardato la nomina di 31 sottosegretari e 8 viceministri. Il prossimo cdm affronterà anche la definizione delle deleghe dei Ministeri, in preparazione. «Avevamo promesso che saremmo stati veloci e veloci siamo» rivendica Meloni. Il giuramento dei sottosegretari dovrebbe svolgersi mercoledì 2 novembre (“non vogliamo perdere tempo“).
Il Consiglio si è aperto ricordando “il ventennale di una delle stragi che ci hanno colpito di più nella storia d’Italia, cioè la vicenda dei 27 bambini e della maestra che 20 anni fa a San Giuliano di Puglia in Molise morirono per il crollo di una scuola fatiscente“.
Carcere ostativo, approvata la norma che lo conferma
Quanto al primo decreto approvato, “per me personalmente simbolico“, si affronta il tema della lotta alla criminalità organizzata. Il dl contiene infatti una norma in questo senso “su proposta del ministro Nordio” che interviene su una materia “che ci sta a cuore da diverso tempo“, quello del carcere ostativo. La riforma approvata rinforza il principio per il quale i benefici carcerari vengano concessi solo ai detenuti per reati di mafia solo in caso collaborino con la giustizia. La norma arriva all’indomani di una sentenza della Consulta che accusava la legge attualmente in vigore di non rispettare il principio rieducativo della pena. Il dl ricalca appieno la legge già approvata all’unanimità dalla Camera e non confermata anche dal Senato a causa della fine della legislatura e anticipa un lavoro urgente: l’8 novembre è atteso infatti un nuovo pronunciamento della Corte costituzionale che avrebbe lasciato un grave vuoto normativo.
Riforma Cartabia
«Il 2 novembre sarebbe entrata in vigore la riforma Cartabia nella parte riguardante il processo penale. Nei giorni scorsi però il ministro della giustizia ha ricevuto una lettera a firma di tutti i procuratori generali che segnalavano come le diposizioni previste, in assenza degli strumenti attuativi, rischiavano di lasciare problemi significativi all’ordinamento» spiega Meloni precisando dunque che si tratterebbe solo di “prendere tempo” per scongiurare un tilt del sistema.
Su questo è intervenuta anche l’Anm, con il presidente Giuseppe Santalucia che accoglie con favore la proroga. L’Esecutivo “ha dato ascolto alle indicazioni della magistratura associata sull’opportunità di una disciplina transitoria“. Tale rinvio “si pone come passaggio necessario alla definizione della disciplina transitoria e al riassetto organizzativo degli uffici giudiziari“, si precisa.
Meloni precisa anche come la scadenza non comprometta gli adempimenti richiesti dal Pnrr, che scattano al 31 dicembre, tempistica entro cui la Riforma dovrà quindi essere attuabile.
La stretta sui rave party
Quanto all'”ennesimo rave party illegale sul territorio nazionale” (si riferisce al caso di Modena), Meloni presenta il provvedimento di Piantedosi di uno Stato che “non vuole mostrarsi inerme alla reiterata violazione della legalità“. Si introduce dunque un nuovo reato penale contro l’incolumità pubblica, con la reclusione da tre a a 6 anni e multe da 1.000 a 10mila euro, oltre alla confisca degli oggetti utilizzati durante l’occupazione.
«Ci aspettiamo di non essere diversi dalle altre Nazioni d’Europa. Quando ci fu il famoso rave di Viterbo, la cosa che mi colpì molto è che queste migliaia di persone arrivate in Italia venivano da tutta Europa», perché “l’impressione che lo Stato italiano ha dato in questi anni è di lassismo sul tema di rispetto delle regole“.
Covid: “basta approccio ideologico”
Si conferma la fine dell’obbligo vaccinale per gli operatori del comparto sanitario che anziché scadere al 31 dicembre cesserà domani, primo novembre. Una soluzione che “ci consente di prendere quattromila persone ferme e metterle al lavoro, in un momento di grave carenza di organico” e che va comunque di pari passo con l’estensione dell’obbligo di mascherine in strutture ospedaliere e Rsa.
«Quello che contesto alla gestione precedente è l’adozione di provvedimenti che non avevano alla base alcuna evidenza scientifica» spiega la premier rivendicando la discontinuità rispetto alla gestione di Speranza della pandemia, rilanciando sulla “responsabilizzazione dei cittadini che è figlia di un’informazione molto chiara“.
«A un certo punto il Covid è diventato un tema da campagna elettorale, affrontato con un approccio ideologico, ma i risultati poi sono arrivati e non mi pare che le misure siano state così efficaci».
Quanto all’isolamento dei positivi, il ministro Schillaci rivendica l’eliminazione del bollettino quotidiano (sostituito da quello settimanale) e conferma: «stiamo lavorando per ridurre l’isolamento a cinque giorni in base all’evoluzione del quadro epidemiologico».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI