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Arriveranno più aiuti a Kiev, l’annuncio di Stoltenberg

La Nato ha finito le armi, ma secondo il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg non è una notizia negativa: «è vero, i Paesi della Nato e dell’Ue hanno esaurito le loro scorte per fornire aiuti all’Ucraina. Ed è stata la cosa giusta da fare, perché si tratta della nostra sicurezza. Ho sempre detto che tra rispettare le linee guida della Nato sulle scorte di armi o sostenere l’Ucraina è più importante scegliere l’Ucraina – ha dichiarato Stoltenberg sottolineando che – nel lungo periodo, la soluzione ora è aumentare la produzione di armamenti e i ministri della Difesa della Nato hanno preso la decisione di aumentare lo stock».

Intanto la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock si è recata in visita a Kharkiv, nel nord-est dell’Ucraina: è la prima volta di un alto funzionario occidentale nella città simbolo della guerra, che si trova al confine con la Russia.

Il nuovo leader dell’esercito russo

L’esercito russo ha un nuovo volto: il colonnello generale Alexander Lapin è stato nominato capo dello Stato Maggiore delle Forze di terra russe: lo hanno dichiarato alla Tass fonti vicine al Ministero della Difesa russo. Il Ministero della Difesa russo e altre agenzie statali non hanno ancora comunicato ufficialmente la nomina di Lapin, che è stata però data come certa da Tass, agenzia di stampa russa. Se la notizia fosse confermata, Lapin prenderebbe il posto di Valerij Vasil’evič Gerasimov.

C’è accordo tra Nato e Ue sull’Ucraina

È stata firmata questa mattina l’intesa tra Unione Europea e Nato per fornire più aiuti all’Ucraina. Lo ha annunciato il segretario generale Stoltenberg: «Putin voleva dividerci ma ha fallito. Il regime a Mosca voleva un’Europa differente e ciò avrebbe conseguenze sulla nostra sicurezza. Quindi noi dobbiamo continuare sulla nostra alleanza transatlantica, sulla cooperazione Ue-Nato e sull’impegno a rendere più forte il nostro supporto all’Ucraina».

Addio gas russo

«Nell’arco di quest’anno ci siamo quasi totalmente liberati dalla dipendenza dai fossili russi – sostiene la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen nel corso dela firma della terza dichiarazione di cooperazione Ue-Nato – più dell’ottanta per cento del gas russo è stato tagliato. Von der Leyen ci ha tenuto a ribadire che le risorse rinnovabili di energia «non significano solo energia pulita ma indipendenza. Stiamo lavorando sui semiconduttori dove vediamo una crescente dipendenza e ci sarà una strategia ad hoc sulle materie prime».

Al fronte

Nikopol si è svegliata sotto le bombe questa mattina: media ucraini riferiscono che l’esercito russo ha colpito nella notte edifici residenziali con lanciarazzi multipli Grad e artiglieria pesante.

E dal fronte arriva la prima ammissione russa di ingenti perdite umane, ancora più sorprendente se si considera che arriva dal capo del gruppo russo di mercenari Wagner, Yevgeny Prigozhin, che ha dichiarato oggi che alla periferia di Soledar, città dell’Ucraina orientale vicina a Bakhmut, sono in corso duri e sanguinosi combattimenti, il punto più caldo del fronte; situata a a circa 10 chilometri a nord-est di Bakhmut, è adiacente a Bakhmutské, un villaggio che i separatisti filorussi hanno affermato ieri di aver conquistato.

“Siamo onesti. L’esercito ucraino sta combattendo coraggiosamente per Bakhmut e Soledar. Nei sobborghi occidentali di Soledar sono in corso combattimenti molto duri e sanguinosi”, ha detto Prigozhin, citato su Telegram dal suo servizio stampa, e ha aggiunto, “le forze armate ucraine stanno difendendo con onore il territorio di Soledar. Le affermazioni di diserzioni di massa dai suoi ranghi non corrispondono alla realtà”.
In risposta è arrivata la reazione del presidente ucraino Zelensky, sempre via social: “è estremamente difficile, non sono rimasti quasi muri interi…grazie alla fermezza dei nostri soldati, a Soledar abbiamo guadagnato tempo aggiuntivo e forze aggiuntive. E lì cosa voleva vincere la Russia? Tutto è completamente distrutto, non c’è quasi più vita. Hanno perso migliaia di uomini: l’intera terra vicino a Soledar è coperta di cadaveri degli invasori e sfregiata dai colpi. Ecco com’è la follia”.

Tajani: “nessun freno su scudo antiaereo all’Ucraina”

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha chiarito che non ci sono “freni” sulla consegna dello scudo antiaereo in Ucraina. «Abbiamo votato il rinnovo dell’autorizzazione a inviare armi a Kiev in un contesto europeo e della Nato, previa informazione del Parlamento. Il progetto dello scudo è italo-francese, stiamo lavorando intensamente con i francesi, ci sono dei problemi tecnici da risolvere, per gli aspetti militari non burocratici, il ministro della Difesa Crosetto sta lavorando, stiamo procedendo e non c’è nessuna frenata».

Mosca: “in Ucraina confronto militare Russia-Nato”

Secondo il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale russo Nikolai Patrushev in Ucraina non c’è uno scontro tra Kiev e Mosca ma “un confronto militare tra la Nato, e in particolare gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, e la Russia”.

«Prima i cittadini ucraini si renderanno conto che l’Occidente sta combattendo la Russia con le loro mani, più vite verranno salvate» ha dichiarato Patrushev durante un’intervista ad Argumenty i Fakty

Crosetto su presunte “mine italiane” in Ucraina: “Russia mente sapendo di mentire”

Il ministro della Difesa Guido Crosetto interviene sulla questione delle presunte “mine italiane” ritrovate in Ucraina., mostrate in alcune foto diffuse dall’ambasciata russa.

«Diffidiamo la Russia e i suoi terminali diplomatici dal continuare a propagare notizie false su questo argomento l’ambasciata russa in Italia, come già il ministero degli Esteri russo, mente sapendo di mentire. L’ultimo tweet dell’ambasciata russa contiene, in particolare, informazioni volutamente fuorvianti, non veritiere e gravemente denigratorie» ha dichiarato Crosetto, che ha parlato di “un’allusiva e tendenziosa propaganda contro il nostro Paese”.

Su Facebook l’ambasciata russa aveva scritto: «Queste mine di fabbricazione italiana sono state disinnescate da genieri russi sul territorio ucraino ed esposte nell’estate del 2022 in una mostra di armi catturate nel parco ‘Patriot’ di Mosca. Quanti di questi ‘souvenir d’Italie’ rimangono ancora in terra ucraina? Le persone ne soffriranno per molto tempo a venire…».

di: Francesca LASI

aggiornamenti: Micaela FERRARO e Caterina MAGGI

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