Scambi di accuse tra Mosca e Kiev. La portavoce del ministero degli Esteri russo Zakharova ha accusato l’Ucraina di aver avuto “un ruolo chiave” nell’assalto all’aeroporto
Continuano le dichiarazioni sui disordini all’aeroporto di Makhachkala, nella repubblica russa del Daghestan: decine di persone hanno assaltato la pista dopo l’annuncio di un aereo in arrivo da Israele. Sono stati 60 gli arresti.
Kiev ha accusato Mosca di incolparla dell’accaduto dopo le parole della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Quest’ultima sostiene che si tratti di “una provocazione pianificata dall’esterno per minare l’unità della Russia. Kiev ha avuto un ruolo chiave”.
Per gli Stati Uniti l’accusa della Russia secondo cui l’Ucraina ha avuto un ruolo nell’assalto è “assurda”. Lo ha dichiarato il portavoce del dipartimento di Stato usa Matthew Miller.
«Ho visto i commenti di Mosca. Sono assurdi – ha affermato Miller – Dovrebbe incolpare chi è veramente responsabile». In un briefing con la stampa il portavoce del Consiglio di Sicurezza Usa John Kirby ha aggiunto che Mosca “non ha condannato le violenze nell’aeroporto in Daghestan né l’antisemitismo”. «Non abbiamo sentito assolutamente nulla da Putin, non una parola su quell’attacco – ha dichiarato Kirby – E questo silenzio vale più di mille parole».
A proposito dei disordini nell’aeroporto il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato: «hanno mobilitato tutte le loro forze per cercare di non perdere ciò che hanno finora conquistato in Ucraina, ma allo stesso tempo hanno inquinato il loro territorio con odio e degrado. Una volta i ribelli vanno a Mosca e nessuno li ferma, un’altra la catena del potere svanisce in Daghestan e avviene un pogrom. Sono tutti segnali che, per il momento, la Russia può resistere alle ostilità e in alcuni luoghi aumentare la pressione sul fronte, ma non è in grado di sopportare strategicamente questo confronto».
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/OSINT