Continuano a sollevarsi polemiche dopo l’intervista a Belve del presidente del Senato La Russa
Fa discutere l’intervista del presidente del Senato Ignazio La Russa, incalzato a Belve su Rai2. Incalzato dalla giornalista Fagnani, che gli chiede come si sentirebbe se suo figlio gli dicesse di essere gay: «accetterei con dispiacere la notizia – rispondeva il presidente del Senato. – Perché credo che una persona come me, eterosessuale, voglia che il figlio gli assomigli. Ma se non succede, pazienza. Sarebbe come se fosse milanista».
Dopotutto, “non amo piacere a tutti“, ma “nemmeno mi prendo troppo sul serio. A volte sono superficiale“.
«A una domanda specifica ho risposto che avere un figlio gay sarebbe un piccolo dispiacere, ma non un problema – spiega in un secondo momento La Russa. – Poi mi è capitato sul serio: uno dei miei figli andava allo stadio a vedere il Milan, e per me è stato un piccolo dispiacere, nulla di più».
Quanto al contestatissimo busto di Mussolini: «l’ho dato a mia sorella, mi ha detto che papà l’aveva regalato alla famiglia, non a me». E poi: «odio questo politically correct. A Volte sarebbe bello fare battute… anche sul fascismo».
Infine, un suo parere sulle quote rosa: «il livello estetico delle donne nel centrodestra è diminuito e aumentato il livello della qualità – afferma La Russa. – La parità in politica non si ottiene con le quote rosa», ma si otterrà quando “una donna grassa, brutta e scema rivestirà una carica importante. Perché ci sono uomini grassi, brutti e scemi che ricoprono ruoli importanti“.
Fra i commenti che si scatenano in rete anche quello di Carlo Calenda che twitta causticamente: «domanda: ma uno un pelo più istituzionale e meno fascio non lo avevate a disposizione, Giorgia Meloni?».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI