Niura e Melita, due prodotti singolari nati dalla curiosità che creano grandi cambiamenti a partire dal quotidiano

Un prodotto che si chiama “nera”, come la terra di vulcano che le dà vita, e un nuovo sistema che rende una bombola da cucina sicura anche in mezzo al fuoco. Questi due prodotti sono le invenzioni di un uomo curioso, che inizia a lavorare nell’ambito dei controlli non distruttivi ma continua a lasciarsi sorprendere dal mondo che lo circonda. Quell’uomo si chiama Salvatore Giamblanco e ci presenta la sua ExcoSystem e due prodotti differenti e unici: la bombola salvavita Melita, e la torba rivoluzionaria Niura.

Di cosa si occupa la Sua azienda?

«Il nostro core business è l’assistenza al trasporto di merci pericolose su strada, controlli non distruttivi, dispositivi di sicurezza per piccoli e grandi serbatoi di combustibili liquidi e gassosi. Dalla nostra esperienza in queste attività sono nati due prodotti che non rientrano nei servizi, come è il resto della nostra attività, ma sono il risultato del mio desiderio di entrare nel mondo della produzione di beni».

Questi due prodotti sono Niura e Melita.

«Esatto. La prima, dal termine dialettale siculo per “nera”, viene creata a partire dalla lava dell’Etna; non una qualsiasi, ma quella della colata lavica del 1669, quindi un’area e un “giacimento” specifici. Questo miscuglio, formato da questa torba nutriente e scura delle pendici del vulcano e da un co-polimero capace di solidificare grandi quantità di liquidi (un grammo può solidificare mezzo litro di acqua!) è utilizzato per aiutare le piante a vivere meglio, trattenendo l’acqua che altrimenti andrebbe persa. L’idea è nata pensando a quando viene versato un prodotto in mare, come ad esempio il petrolio: un evento terribile per l’ecosistema, contro cui si utilizzano speciali prodotti che assorbono, con uso di materiale ridotto, grandi quantità di idrocarburo purificando l’acqua. Ecco il processo è simile: il polimero assorbe il liquido in grandi quantità, pur essendo di dimensioni ridotte, e così “immagazzina” acqua al suo interno. Una volta che la pianta percepisce che ha una disponibilità di acqua, anche se solida, grazie alla capillarità delle radici la assorbe quando ha necessità. Così senza alcun fertilizzante il beneficio alla pianta è incommensurabile. Ed è anche una soluzione economica: con una bottiglietta da soli 250 ml si possono curare anche 4 o 5 piante, per un costo sullo scaffale intorno ai 3 euro».

E Melita?

«L’idea di partenza non è altro che quella di una bombola tradizionale che non esploda in caso di incendio. L’innovazione è il dispositivo di sicurezza interno: una “rete” a nido d’ape di sfere in una particolare lega di alluminio di facile installazione e di durata illimitata. Passando anche attraverso fori di pochi millimetri questo sistema, che non reagisce con sostanze pericolose o infiammabili, stabilizza il contenuto della bombola, prolunga il tempo di infiammazione e previene un’eventuale esplosione. Questo prodotto, creato con un laborioso processo di esperimenti e test, è una vera e propria “bombola salva vita”; non importa che contenga GPL (gas di petrolio liquefatti), la bombola semplicemente non esploderà mai preservando la sicurezza di chi ne usufruisce. Il nome non deriva solo dall’assonanza con questa sua caratteristica “salvavita”, ma anche dall’isola di Malta, detta anche Melita, dove abbiamo fatto le prime sperimentazioni».

La qualità di ExcoSystem è accompagnata da una disponibilità alla portata di tutti: grazie infatti ai costi ridotti chiunque può accedere a questo tipo di prodotti, e anche la massaia può finalmente sentirsi rassicurata sia sulla cura del suo giardino, che non soffrirà più la sete, sia per la sicurezza della sua casa. Da un’esperienza pluridecennale, ExcoSystem rivoluziona la vita di tutti i giorni, a partire dalla piccole cose.